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Aldo Cazzullo e la Bibbia nel nome del padre

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Le riflessioni sulla vita e sulla morte nel nuovo libro del giornalista. Che nel racconto dell’Antico testamento trova richiami alla letteratura, alla cronaca e all’attualità
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Un libro sulla Bibbia nel quale s’incontrano Fenoglio, Tolstoj, McCarthy, Pennac. Fatti di cronaca del costume italiano, come la ribellione di Franca Viola. I sogni di Freud. Gaza. La maternità surrogata, la denatalità. L’origine di espressioni che usiamo oggi: l’anno sabbatico, la traversata nel deserto, il giubileo, il capro espiatorio. Forse è per questa ricchezza di suggestioni che rimandano al presente che Il Dio dei nostri padri, l’ultima fatica di Aldo Cazzullo, è da settimane in cima alla classifica dei bestseller.

«Ho ricominciato a leggere la Bibbia al capezzale di mio padre», scrive nelle prime pagine. Era un anno fa. Cazzullo era a Madrid su un palco. Un presentimento. La telefonata del fratello: «Vieni subito». Torna in tempo. Il padre lo ha aspettato. St…

Un libro sulla Bibbia nel quale s’incontrano Fenoglio, Tolstoj, McCarthy, Pennac. Fatti di cronaca del costume italiano, come la ribellione di Franca Viola. I sogni di Freud. Gaza. La maternità surrogata, la denatalità. L’origine di espressioni che usiamo oggi: l’anno sabbatico, la traversata nel deserto, il giubileo, il capro espiatorio. Forse è per questa ricchezza di suggestioni che rimandano al presente che Il Dio dei nostri padri, l’ultima fatica di Aldo Cazzullo, è da settimane in cima alla classifica dei bestseller.

«Ho ricominciato a leggere la Bibbia al capezzale di mio padre», scrive nelle prime pagine. Era un anno fa. Cazzullo era a Madrid su un palco. Un presentimento. La telefonata del fratello: «Vieni subito». Torna in tempo. Il padre lo ha aspettato. Staranno insieme altri due mesi, gli ultimi. «L’aldilà esiste, Aldo», gli assicura prima di spirare. E infatti, alle persone che intervista, sempre Cazzullo chiede se “l’aldilà esiste”. E quindi questo è anche un libro sul padre, sul bisogno di avere un esempio, che senza una bussola morale un uomo non è niente. Sulla fede, naturalmente, che «è una fiaccola che passa di mano in mano, e a volte si spegne». E sull’attaccamento alla vita, nonostante la speranza dell’aldilà. «Mi ha detto un grande medico, Umberto Veronesi, che nessuno gli ha mai chiesto di morire; tutti gli hanno chiesto sempre di vivere, di guarire, pur sapendo che era ormai impossibile».

Perciò ha sentito il bisogno di scriverne. Perché sente acutamente che la Bibbia ci rappresenta, «ci parla di noi». È l’origine della nostra cultura. E come tutti i romanzi «non tutto è logico, razionale, comprensibile».

L’autobiografia di Dio è pregna di misteri. I suoi eroi non sono santi, ma «uomini di lotta, passionali, carnali, coraggiosi fino alla temerarietà, talora peccatori fino all’empietà». C’è contraddizione. Il filo da sgomitolare porta lontano, all’attualità. Scrive infatti di Susanna, giglio in ebraico: «Quante donne vengono molestate, minacciate, violentate. Quante donne nella storia non hanno avuto il coraggio o la possibilità di denunciare gli uomini che hanno fatto loro del male. E questo accade ancora oggi, in ogni Paese, ogni giorno. La Bibbia ci racconta la storia di una donna che, con l’aiuto di un profeta e di un Dio, fece condannare due uomini che la insidiavano dopo avere fatto del male a molte altre donne».

Pensato per le nuove generazioni il racconto è come una scorribanda di avventure. Sodoma e Gomorra, Mosè, Giacobbe e Rachele, l’arca di Noè. Cazzullo ne è affascinato sin dal suo incipit bruciante: «In principio Dio creò il cielo e la terra». Li confronta con altri memorabili attacchi della letteratura e ne conclude che nessuno vale la Bibbia. Il capitolo preferito è quello di Giuseppe, perché è una storia familiare. «Potrebbe essere una tragedia shakespeariana — a lieto fine però — o una saga di Balzac. È una storia d’amore, che per affermarsi deve passare attraverso terribili traversie, malvagità, pentimenti, perdoni».

Aldo Cazzullo ha scritto trenta libri. Ha schiere di lettori che ne decretano il successo a ogni uscita. È tradotto all’estero. E, cosa rara nella fluidità contemporanea, è diventato quel che un tempo erano Bocca, Biagi, Montanelli. Il suo primo libro fu la storia di Lotta continua. Gli ultimi sono stati su Dante e l’Impero romano, e nel mezzo ci sono il lavoro per il Corriere, la fortunata trasmissione su La 7 Una giornata particolare. Nessuno ha capito come faccia, di sicuro è difficile stargli dietro. Baricco ha spiegato che per un autore è decisiva l’intensità con cui un testo scritto ci arriva addosso. E aggiungeremmo: rendere comprensibili le cose complesse, non avere paura dell’umano, con una scrittura tersa che abbia rispetto del lettore.

Il libro

Il Dio dei nostri padri di Aldo Cazzullo (HarperCollins, pagg. 336, euro 19,50)

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