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Libri, spariti quasi un milione di lettori. E si legge sempre meno. Gli editori: “Il ritardo del Sud è drammatico”

(agf)

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I dati sulla lettura nel nostro Paese presentati a Più libri, più liberi dall’osservatorio dell’Aie
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Che succede ai lettori? Diminuiscono: sono 900mila in meno dell’anno scorso. E, soprattutto, quelli che restano passano sempre meno tempo insieme ai libri: quest’anno il tempo di lettura settimanale si è ridotto di 29 minuti. Un quadro preoccupante presentato a Più libri più liberi dall’osservatorio dell’Associazione italiana editori che ha elaborato dati Pepe research. L’unica nota di speranza è il numero di lettori che scelgono i volumi di carta: la maggior parte ha tra i 18 e i 24 anni.

I lettori diminuiscono in un anno di un punto percentuale: le persone tra i 15 e i 74 anni che hanno dichiarano di aver letto, anche solo in parte, un libro nell’ultimo anno sono il 73 per cento, contro il 74 per cento del 2023. Si tratta di quasi 900mila persone in meno. Ma a preoccupare di più è il dato sulla frammentarietà della lettura: tre lettori su dieci hanno detto di aver preso un libro in mano solo qualche volta al mese o, peggio, qualche volta all’anno. Non è un caso che il tempo medio se…

Che succede ai lettori? Diminuiscono: sono 900mila in meno dell’anno scorso. E, soprattutto, quelli che restano passano sempre meno tempo insieme ai libri: quest’anno il tempo di lettura settimanale si è ridotto di 29 minuti. Un quadro preoccupante presentato a Più libri più liberi dall’osservatorio dell’Associazione italiana editori che ha elaborato dati Pepe research. L’unica nota di speranza è il numero di lettori che scelgono i volumi di carta: la maggior parte ha tra i 18 e i 24 anni.

I lettori diminuiscono in un anno di un punto percentuale: le persone tra i 15 e i 74 anni che hanno dichiarano di aver letto, anche solo in parte, un libro nell’ultimo anno sono il 73 per cento, contro il 74 per cento del 2023. Si tratta di quasi 900mila persone in meno. Ma a preoccupare di più è il dato sulla frammentarietà della lettura: tre lettori su dieci hanno detto di aver preso un libro in mano solo qualche volta al mese o, peggio, qualche volta all’anno. Non è un caso che il tempo medio settimanale dedicato alla lettura è crollato: 2 ore e 47 minuti contro le 3 ore e 16 minuti dell’anno scorso e le 3 ore e 32 minuti del 2022.

Si leggono meno libri di carta: li ha scelti solo il 66 per cento della popolazione, contro il 68 per cento del 2023. Ma dà speranza il fatto che preferire i volumi fisici sono i ragazzi: i 18-24enni sono il 74 per cento, i 15-17enni il 73, i 35-44enni il 71, i 25-34enni il 70.

“I dati sulla flessione dei tempi di lettura e del numero di lettori, che vanno di pari passo alla flessione del mercato, confermano la necessità di tornare a sostenere la domanda di libri nel nostro Paese soprattutto tra i più giovani, creando una consuetudine con i libri che prosegua nel corso di tutta la vita – dice il presidente di Aie Innocenzo Cipolletta –. Non c’è crescita e sviluppo culturale e economico per l’Italia se non facciamo crescere i lettori, soprattutto al sud e nelle aree meno prospere del Paese”.

Le disparità territoriali sono un altro tema confermato dai dati di NielsenIq-Gfk sul mercato del libro in Italia suddiviso per aree geografiche: i 79,2 milioni di libri a stampa venduti in Italia nel mercato trade (che tiene fuori l’editoria scolastica) tra gennaio e ottobre del 2024 sono stati distribuiti al 35,8 per cento nel Nord-Ovest, al 22,2 per cento nel Nord-Est, al 22,7 per cento al Centro e sono al 19,3 per cento al Sud e Isole. La spaccatura non è solo Nord-Sud: l’Italia se si parla di lettura si divide in quattro.

Il numero di librerie per abitante conferma il divario: il Nord-Ovest è sopra alla media nazionale (0,28 librerie per 10mila abitanti) dell’11 per cento, il Nord-Est del 17 per cento, il Centro del 7 per cento. Le Isole sono sotto la media del 6 per cento, il Sud del 30 per cento.

“Il ritardo del Meridione è drammatico e non si risolve con interventi estemporanei o slegati da una visione d’insieme – spiega Florindo Rubbettino, delegato Aie per il Sud –. Gli indici di lettura dipendono dalla scolarizzazione, dalla presenza di infrastrutture sul territorio quali librerie e biblioteche, dal sostegno all’imprenditorialità locale, da iniziative sul territorio quali festival, premi, rassegne culturali. Una legge di sistema del libro non può non prevedere un piano per il Meridione che miri a costruire un ambiente favorevole alla cultura del libro agendo su tutti questi fattori, attraverso iniziative pubbliche e incoraggiando l’iniziativa privata”.

I dati sono stati presentati a Più libri più liberi durante l’incontro "La lettura debole. Pochi lettori o letture troppo brevi?", dove sono intervenuti il presidente di Aie Innocenzo Cipolletta, Renata Gorgani (presidente del gruppo di varia di Aie), Monica Manzotti (NielsenIq - Gfk Italia), Giovanni Peresson (ufficio studi Aie) e Florindo Rubbettino (delegato Aie per il Sud).

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