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Canzoniere italiano, con Jannacci e Gaber i brani sono affari di famiglia

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Nuovo appuntamento della rubrica che stavolta ci porta nell’atmosfera delle feste
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Vi presento la mia famiglia

Non si trucca, non si imbroglia

È la più disgraziata d’Italia

La strana famiglia

di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, 1985

La famiglia: ah, la famiglia. Quale miglior periodo di quello delle feste per farne il tema della nostra rubrica? L’atmosfera dei giorni natalizi ben si presta ad accogliere le segnalazioni di lettrici e lettori: grazie per averci portato ancora una volta all’interno dei vostri personalissimi album di ricordi domestici.

Abbiamo fatto l’albero insieme a Laura Morelli e i suoi figli, ascoltando L’anno che verrà (Lucio Dalla, 1979) e Vita (Lucio Dalla, Gianni Morandi, 1988). Dal panettone siamo arrivati alla colomba, con Mariateresa Gabriele che ci segnala suo zio, Ray Martin, ovvero Mario Martiradonna e “l’arguta ironia” con cui cantava Buona Pasqua (Renato Carosone, 1952). Per non farci mancare nulla, abbiamo persino gustato delle pizzelle fritte con Ludovica Fontana, che ricorda il ferragosto al Circeo con il sottofondo di Donna felicit…

Vi presento la mia famiglia

Non si trucca, non si imbroglia

È la più disgraziata d’Italia

La strana famiglia

di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, 1985

La famiglia: ah, la famiglia. Quale miglior periodo di quello delle feste per farne il tema della nostra rubrica? L’atmosfera dei giorni natalizi ben si presta ad accogliere le segnalazioni di lettrici e lettori: grazie per averci portato ancora una volta all’interno dei vostri personalissimi album di ricordi domestici.

Abbiamo fatto l’albero insieme a Laura Morelli e i suoi figli, ascoltando L’anno che verrà (Lucio Dalla, 1979) e Vita (Lucio Dalla, Gianni Morandi, 1988). Dal panettone siamo arrivati alla colomba, con Mariateresa Gabriele che ci segnala suo zio, Ray Martin, ovvero Mario Martiradonna e “l’arguta ironia” con cui cantava Buona Pasqua (Renato Carosone, 1952). Per non farci mancare nulla, abbiamo persino gustato delle pizzelle fritte con Ludovica Fontana, che ricorda il ferragosto al Circeo con il sottofondo di Donna felicità (Nuovi Angeli, 1971).

Tanti, tantissimi, anche i momenti di quotidianità casalinga: Lia Rocco ricorda i pomeriggi a Palermo con i fratelli, quando il papà, per farli addormentare, faceva sentire loro Torna piccina mia (Carlo Buti, 1952).

Siamo entrati nella famiglia di Deonisio Franco Tonus, ascoltando sua mamma cantare Arrivederci Roma interpretata da Claudio Villa (1954): fu il primo 45 giri che le regalò non appena acquistato il giradischi, nel 1958.

Indugiamo ancora un’altra settimana nelle canzoni che parlano di famiglia, che sia tradizionale o pazzoide come quella di Jannacci e Gaber: scrivere a canzoniereitaliano@gmail.com.

La strana famiglia

In tonalità di La maggiore, presenta un ritmo di stornello in 12/8. È accompagnato esclusivamente dalla chitarra e strutturato in tre strofe, ciascuna seguita da un ritornello. Le strofe sono composte da 4 misure e mezza; in particolare, l’ultima mezza misura enfatizza il carattere conclusivo di ogni strofa. Anche il ritornello ha una struttura asimmetrica, articolata in 5 misure e mezza, con accordi di breve durata (due per misura), che ne accentuano l’intensità e il momento più incisivo.

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