Il nostro Paese visto dal mare: è il tema del Padiglione Italia alla prossima Biennale Architettura
di Lara CrinòUna riflessione sul rapporto tra la terra abitata e il mare, tra le infrastrutture e il paesaggio. Un dialogo che coinvolgerà gli 8.300 chilometri di coste del nostro Paese puntando sul Mediterraneo “allargato” ai vicini oceani e prendendo in considerazione il legame strutturale tra l'acqua e la terra, tra infrastruttura e paesaggio, tra città e costa.
Dal 10 maggio al 23 novembre, in corrispondenza con la prossima Biennale Architettura, alle Tese delle Vergini dell'Arsenale a Venezia, sarà il rapporto tra terra e mare (ma anche con le acque interne, le lagune e i fiumi) il centro tematico di “Terrae Aquae. L'Italia e l'intelligenza del Mare”, il progetto espositivo del Padiglione Italia alla 19esima mostra Internazionale di Architettura/La Biennale di Venezia.
Curato da Guendalina …
Una riflessione sul rapporto tra la terra abitata e il mare, tra le infrastrutture e il paesaggio. Un dialogo che coinvolgerà gli 8.300 chilometri di coste del nostro Paese puntando sul Mediterraneo “allargato” ai vicini oceani e prendendo in considerazione il legame strutturale tra l'acqua e la terra, tra infrastruttura e paesaggio, tra città e costa.
Dal 10 maggio al 23 novembre, in corrispondenza con la prossima Biennale Architettura, alle Tese delle Vergini dell'Arsenale a Venezia, sarà il rapporto tra terra e mare (ma anche con le acque interne, le lagune e i fiumi) il centro tematico di “Terrae Aquae. L'Italia e l'intelligenza del Mare”, il progetto espositivo del Padiglione Italia alla 19esima mostra Internazionale di Architettura/La Biennale di Venezia.
Curato da Guendalina Salimei e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura (la Direzione Generale Creatività Contemporanea finanzia con 800 mila euro il padiglione, cui si aggiungono i fondi derivanti dalle sponsorizzazioni), il progetto – come hanno sottolineato la curatrice e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco – è in consonanza tematica con il più ampio tema di questa edizione della Biennale Architettura che il curatore Carlo Ratti ha voluto intitolare Intelligens. Natural. Artificial. Collective.
"Guardare l'Italia dal mare significa adottare una prospettiva diversa", ha esordito dicendo Guendalina Salimei durante la presentazione di Terrae Aquae al Ministero della Cultura. Citando la sua infanzia, passata in parte a Venezia, e le tante esperienze di lavoro in città affacciate sul mare, ha invitato a leggere il Paese partendo dai suoi circa 8330 chilometri di coste. “Sono soglie, e quindi un luogo privilegiato di sperimentazione". Suggerisce di guardare con attenzione alle aree portuali all’interno delle città costiere, e al tempo stesso a vedere “il confine tra terra e acqua come sistema integrato di architetture, infrastrutture e paesaggio”.
Ha sottolineato il processo collettivo, attraverso il meccanismo della “call” attraverso il quale, in maniera interdisciplinare, sta lavorando al Padiglione: da un lato ciò che Carlo Ratti chiamerebbe forse Artificial, ossia l’attenzione ai dati, dall’altro l’amore per gli strumenti classici dell’architettura, il plastico e il disegno.
E se il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ricorda il geografo al-Idrisi per ribadire la centralità del Mediterraneo, il ministro della Cultura Alessandro Giuli invita a “ripensare e progettare in modo sostenibile le nostre coste, tenendo conto di sfide globali e urgenti, è la chiave del futuro della nazione”, mette in guardia contro la tentazione di vedere l’uomo schiacciato “sotto un irreversibile destino di sconfitta” rispetto alla sfida del cambiamento climatico, e per alzare poi ancora il tiro cita il filosofo Plotino: “Non v’è alcun dio che combatta al fianco di chi non è già in armi”.