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L'insostenibile leggerezza dell’oroscopo di Milan Kundera

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Scriveva di astrologia e pubblicava opere usando i nomi dei suoi amici. Un convegno all'università di Padova svelerà il lato inedito del grande autore
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Come può uno scrittore all’apparenza così razionale come Milan Kundera essere legato alla stesura di qualcosa di così irrazionale come gli oroscopi? Ed è davvero possibile che nel 1972 abbia curato, sotto falso nome, una rubrica di astrologia, come afferma il narratore del Libro del riso e dell’oblio? Nel romanzo questo narratore ha molti tratti in comune con Kundera, ma l’episodio degli oroscopi sembrava appartenere al mondo della finzione: «scrissi dunque, sotto un nome immaginario, un lungo e bell’articolo sull’astrologia e poi, ogni mese, un testo breve e abbastanza insulso sui diversi segni, disegnando io stesso vignette del Toro, dell’Ariete, della Vergine, dei Pesci». Dopo la pubblicazione della discutibile monografia scandalistica dello scrittore Jan Novák, nel 2020, tutto l’episodio va però letto diversamente. I materiali della polizia segreta raccontano che all’inizio degli anni ’70 Kundera, a cui era ormai impedita qualsiasi pubblicazione, ha intrapreso iniziative sorprende…

Come può uno scrittore all’apparenza così razionale come Milan Kundera essere legato alla stesura di qualcosa di così irrazionale come gli oroscopi? Ed è davvero possibile che nel 1972 abbia curato, sotto falso nome, una rubrica di astrologia, come afferma il narratore del Libro del riso e dell’oblio? Nel romanzo questo narratore ha molti tratti in comune con Kundera, ma l’episodio degli oroscopi sembrava appartenere al mondo della finzione: «scrissi dunque, sotto un nome immaginario, un lungo e bell’articolo sull’astrologia e poi, ogni mese, un testo breve e abbastanza insulso sui diversi segni, disegnando io stesso vignette del Toro, dell’Ariete, della Vergine, dei Pesci». Dopo la pubblicazione della discutibile monografia scandalistica dello scrittore Jan Novák, nel 2020, tutto l’episodio va però letto diversamente. I materiali della polizia segreta raccontano che all’inizio degli anni ’70 Kundera, a cui era ormai impedita qualsiasi pubblicazione, ha intrapreso iniziative sorprendenti, a partire dalla messa in scena di Jacques e il suo padrone.

Vari amici hanno infatti accettato di coprire con il loro nome «commedie per la radio, per la televisione e per il teatro, articoli, corrispondenze, sceneggiature per film». Novák ha identificato parte di questi materiali, compresi gli oroscopi scritti da Kundera e firmati dal suo vecchio amico Emil Werner. I testi sono stati pubblicati per tutto il 1972 sulla rivista Mladý sv?t (Mondo giovane). Nel lungo articolo Le stelle e il destino dell’uomo, uscito sul numero 33, Kundera ripercorre tra il serio e il faceto la storia dell’astrologia, ribadendo di aver elaborato un centinaio di oroscopi ed «essere stato molto spesso scioccato dall’insolita precisione delle previsioni astrologiche». Che ci si creda o meno, si tratterebbe in ogni caso di «un gioco meraviglioso».

Il testo si chiude ricordando la predilezione per l’astrologia dei poeti moderni, riferendosi in particolare a Vít?zslav Nezval, che è stato uno dei suoi primi modelli letterari e che, tra l’altro, ha suggerito a Kundera il titolo Monologhi per la sua raccolta di liriche del 1957. Significativa sembra una foto in cui il giovane Kundera lo osserva con un’espressione rapita, molto diversa dallo sguardo sicuro dei più noti ritratti successivi. Questo legame con il più grande rappresentante del surrealismo ceco, del quale curerà un’antologia nel 1963, ha per Kundera implicazioni profonde, compresa la passione per l’astrologia.

Lo studio dell’opera di Kundera si è finora sviluppato lungo due direzioni: da un lato approfondire quanto affermato dallo stesso autore e dall’altro svelare presunte ambiguità in un percorso che copre gli anni dal 1953 al 2013. L’approccio sta però cambiando: Michelle Woods ha individuato come principio base della strategia narrativa di Kundera l’instabilità testuale. È stato inoltre notato il ricorso a un sistematico dialogo con altre opere letterarie: se Doppio sogno di Schnitzler riaffiora in ogni pagina dell’Identità, di recente anche nello Scherzo sono stati individuati chiari riferimenti al Paradiso perduto. Jakub ?eška ha mostrato quanto la poesia degli anni ’50 si rifletta anche nelle opere più tarde e Lenka Jungmannová è riuscita ad attribuire a Kundera un’opera teatrale per ragazzi, Juro Jánošík, del 1973, incentrata sulla figura di una sorta di Robin Hood slovacco, già nominato in un poema del periodo socialista di Kundera.

La rubrica di astrologia di Kundera 

 

In questa linea intende proseguire anche il convegno Kundera without Kundera, che si tiene a Padova dal 4 al 6 giugno: analizzare il paradosso di un autore che, pur cercando di sparire dietro alla propria opera, ha esercitato su di essa un fortissimo controllo.

Tanti sono i piani narrativi che si intrecciano nei suoi romanzi, grazie anche al sottile gioco tra il piano della finzione e quello della realtà. Nel testo dedicato all’astrologia l’autore si sofferma sugli archetipi e l’inconscio collettivo di Jung, dove sarebbe depositata la memoria dell’umanità. Ma è lo stesso procedimento che Kundera applica nei propri romanzi, costruendo sofisticati dialoghi con miti e opere del passato.

Il caso di Anna Karenina e L’insostenibile leggerezza dell’essere è evidente, ma la strategia è presente anche in punti meno riconoscibili. Il racconto Che i vecchi morti cedano il posto ai giovani morti, ad esempio, acquista una profondità inaspettata grazie alla parafrasi biblica contenuta nel titolo.

La rubrica di astrologia di Kundera 

 

La rubrica di astrologia di Kundera

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Al di là dei particolari più o meno pruriginosi della vita di Kundera, è infatti l’analisi di queste strategie che permette di chiarire aspetti della ricezione delle sue opere da parte di lettori che spesso, senza rendersene conto, entrano in dialogo con «un imperativo irrazionale, profondamente radicato in noi, una forma insistente dal contenuto mutevole e indeterminato». E anche gli oroscopi, se reali, riflettono una situazione esistenziale diversa da quanto vorrebbe lasciar intendere il narratore, che nel Libro del riso e dell’oblio vede i protagonisti, dopo la scoperta della mistificazione da parte della polizia, come «dei poveri impostori che lavoravano per la rivista della gioventù socialista senza credere né alla gioventù né al socialismo». Kundera era nato il primo aprile e, negli oroscopi, a proposito dell’Ariete ha scritto: «L’idillio gli è estraneo. In situazioni idilliache si annoierebbero. E questo non vale solo per i loro amori, ma per la vita intera. L’arte di rischiare. Sono interessati più al momento presente che al futuro».

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