Gli spot di promozione della lettura – così come larga parte delle iniziative in materia – risultano spesso dissuasivi. Hanno qualcosa di retorico quando va bene, e di polveroso quando va male. Quando va peggio, insistono su una visione di asettica, pseudo-nobilitante e confortevole ovvietà. Ci vorrebbe, che so, uno come Federico Fellini. E non si fa per dire, perché tre decenni e mezzo fa o poco…