La prima volta che ho conosciuto Alberto Arbasino aveva già tutta la fama pericolosa derivata dalla prima delle tre versioni del suo Fratelli d’Italia, uscita nel 1963: era lì, alla gloriosa Feltrinelli di via Manzoni a Milano che da tanto non c’è più, accanto a una bella ragazza che lo guardava quasi innamorata. Lei, Gaia Servadio, aveva scritto il primo libro, Tanto gentile e tanto onesta, che …