Da dove partire per raccontare Nostra solitudine, il romanzo domestico e selvatico di Daria Bignardi? Dalla ragazza sdraiata sulla tigre in copertina con lo sfondo blu della notte? Dai cani, dalle galline apotropaiche, dai gorilla di montagna che si aggirano tra le pagine? Dalle voci d’enciclopedia disseminate strategicamente — “prigioniero”, “esilio”, “società”, “oppressione” — che elencate così…