“Arrivammo noi e nacque un nuovo modo di raccontare l'economia. Io e Giuseppe Turani lanciammo un settimanale che rompeva gli schemi, prima solo i professori discutevano di economia". Così diceva Eugenio Scalfari, pensando a quel novembre 1984 quando apparve per la prima volta Affari&Finanza. Non era ancora un inserto, ma quattro o sei pagine al centro del giornale, che ogni domenica volevano colmare un vuoto informativo, l'approfondimento e l'analisi delle vicende economiche e dei personaggi che le animavano.
Il primo numero
L'apertura del primo numero, firmata dal fondatore di Repubblica, si occupava di un tema centrale che, purtroppo per il Paese, lo sarebbe rimasto fino a oggi, il finanziamento del debito pubblico. Al suo fianco nel progettare le pagine, Turani, che nel 1974 con Scalfari aveva scritto il libro Razza padrona sulle malefatte della borghesia di Stato, mentre a capo della redazione c'era Maurizio Ricci, una delle più brillanti firme economiche del giornale, che tuttora collabora con l'inserto con la sua rubrica Eurobarometro.
L’evoluzione di A&F
Due anni dopo, Affari&Finanza diventa un allegato che esce prima il venerdì e in seguito il lunedì con il quotidiano. La guida passa ad Alessandra Carini a cui succederanno negli anni fino ad oggi Carlo Clericetti, Marco Panara, Massimo Giannini, Fabio Bogo e Roberto Rho.
La missione del giornale, realizzato con il contributo di tutti i giornalisti della redazione Economia di Repubblica, non è mai cambiata e ha sempre avuto come obiettivo l'analisi dei fatti senza sconti per nessuno nello stile corsaro di Repubblica.
Le copertine illustrate sono un tratto distintivo del nuovo progetto grafico di Affari& Finanza. Gli autori sono Jacopo Rosati e Alvvino.
Ma la piattaforma si è evoluta con i tempi ampliandosi al sito, ai social, ai podcast e agli eventi live, dove il giornale diventa protagonista portando sul palco i protagonisti dello scenario economico nazionale e internazionale.