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Candelora, come nasce la festa che segna la fine dell’inverno

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Antica festa pagana, che celebrava la fine della stagione fredda, nella tradizione cattolica rievoca la presentazione di Gesù al tempio, raccontata nel Vangelo di Luca
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La candelora è una festa religiosa e al tempo stesso la celebrazione della fine dell’inverno e dell’inizio della primavera. In origine rievoca la presentazione di Gesù al tempio, raccontata nel Vangelo di Luca. Le candele sono appunto il simbolo della nuova luce rappresentata dalla nascita del Salvatore che illumina le tenebre dell’umanità. E infatti il sommo sacerdote di Gerusalemme, Simeone il Giusto, alla vista del Bambino lo definisce nuova luce del mondo. Poi nel corso dei secoli, soprattutto nel cristianesimo popolare, la festa cristologica diventa una solennità mariana e la protagonista diventa la Vergine che nel mondo ispanico prende il nome di Virgen Candelaria. D’altra parte per lei sono trascorsi 40 giorni dal parto quando secondo la tradizione ebraica le neomamme dovevano presentarsi al tempio per purificarsi.

Da noi la festa ha dato origine a una serie di tradizioni legate al cambio delle stagioni e alla purificazione della natura attraverso la luce e il fuoco. In questo …

La candelora è una festa religiosa e al tempo stesso la celebrazione della fine dell’inverno e dell’inizio della primavera. In origine rievoca la presentazione di Gesù al tempio, raccontata nel Vangelo di Luca. Le candele sono appunto il simbolo della nuova luce rappresentata dalla nascita del Salvatore che illumina le tenebre dell’umanità. E infatti il sommo sacerdote di Gerusalemme, Simeone il Giusto, alla vista del Bambino lo definisce nuova luce del mondo. Poi nel corso dei secoli, soprattutto nel cristianesimo popolare, la festa cristologica diventa una solennità mariana e la protagonista diventa la Vergine che nel mondo ispanico prende il nome di Virgen Candelaria. D’altra parte per lei sono trascorsi 40 giorni dal parto quando secondo la tradizione ebraica le neomamme dovevano presentarsi al tempio per purificarsi.

Da noi la festa ha dato origine a una serie di tradizioni legate al cambio delle stagioni e alla purificazione della natura attraverso la luce e il fuoco. In questo senso la candelora è erede cristiana dei Lupercali dell’antica Roma quando la città era invasa da cortei di persone che correvano con le fiaccole in mano. Era il mese delle februa, in latino purificazioni, da cui deriva februarius, cioè il nostro febbraio. La regina dei Lupercali era l’antichissima dea Februa che successivamente viene identificata con Giunone e come lei proteggeva i matrimoni e le partorienti.

Cinquecento anni dopo Cristo papa Gelasio proibisce i Lupercali e mette in calendario il rito cristiano della Candelora. Che conserva il valore di purificazione e di giro di boa della stagione. “Con la Candelora dall’inverno semo fora”, recita un noto proverbio contadino veneto che ha equivalenti in tutta Italia.

Il 2 febbraio è anche il giorno della benedizione delle candele che poi verranno usate nel corso dell’anno liturgico. A cominciare dal giorno successivo, il 3 febbraio, ricorrenza di San Biagio, invocato contro il mal di gola. Ancora oggi in molti paesi italiani si usano queste candele benedette per un rituale domestico. Si avvicinala fiammella alla gola e si fa il segno della croce. È come un vaccino simbolico contro laringiti, tonsilliti, tracheiti, faringiti, afonia e tutte le malattie tipiche della stagione fredda. Non a caso la Candelora è l’annuncio della primavera, quando la luce e il calore ci fanno uscire dall’inverno del nostro scontento influenzale.

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