Dopo aver imitato gli americani con i cannibali, dopo aver scimmiottato Pynchon e Bernhard nel postmoderno degli epigoni, la letteratura europea ha capito che restava un solo territorio inviolabile: la propria vita. Knausgård in Norvegia e Carrère in Francia hanno trasformato l’autobiografia in metodo, non per narcisismo ma per necessità; Julian Barnes ha una sinfonia narrativa sulla sua malattia…