La Russia riapre il proprio padiglione alla Biennale Arte a Venezia, nel maggio prossimo. Dopo due edizioni segnate dall'assenza in seguito all'invasione dell'Ucraina – nel 2024 il suo spazio ai Giardini era stato concesso alla Bolivia – il Paese tornerà in vista dell’edizione numero 61 della rassegna, che si svolgerà da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre. La conferma è arrivata da Mikhail Shvydkoy, delegato russo per gli scambi culturali internazionali ed ex ministro della Cultura, come anticipato da ArtNews.
Nel 2022, a pochi giorni dall'apertura della rassegna, gli artisti Kirill Savchenkov e Alexandra Sukhareva, insieme al curatore lituano Raimundas Malašauskas si erano volontariamente ritirati dalla manifestazione per non diventare oggetto di polemiche, definendo la guerra "politicam…
La Russia riapre il proprio padiglione alla Biennale Arte a Venezia, nel maggio prossimo. Dopo due edizioni segnate dall'assenza in seguito all'invasione dell'Ucraina – nel 2024 il suo spazio ai Giardini era stato concesso alla Bolivia – il Paese tornerà in vista dell’edizione numero 61 della rassegna, che si svolgerà da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre. La conferma è arrivata da Mikhail Shvydkoy, delegato russo per gli scambi culturali internazionali ed ex ministro della Cultura, come anticipato da ArtNews.
Nel 2022, a pochi giorni dall'apertura della rassegna, gli artisti Kirill Savchenkov e Alexandra Sukhareva, insieme al curatore lituano Raimundas Malašauskas si erano volontariamente ritirati dalla manifestazione per non diventare oggetto di polemiche, definendo la guerra "politicamente ed emotivamente insostenibile" e affermando che non vi fosse "spazio per l'arte" in quel contesto.
Ma “la Russia non ha mai lasciato la Biennale di Venezia", ha scritto in una email Shvydkoy. Il progetto in laguna, dal titolo The Tree is Rooted in the Sky ("L'albero è radicato nel cielo"), coinvolgerà oltre 50 giovani musicisti, poeti e filosofi provenienti dalla Russia e da altri Paesi, tra cui Argentina, Brasile, Mali e Messico. All'interno del padiglione è previsto un "festival musicale" volto a valorizzare il potenziale creativo delle aree periferiche e delle pratiche artistiche lontane dai grandi centri culturali.
"La cultura russa non è isolata e i tentativi di cancellarla non hanno avuto successo", ha affermato Shvydkoy, aggiungendo che "nessuno può privare la Russia del diritto all'espressione artistica". Dal canto suo la “Biennale di Venezia non decide sulle partecipazioni nazionali; sono gli Stati a scegliere se prendere parte all'esposizione".