«Sto sotto a un treno. Pizzi era un rivale, un amico, un figlio di buonadonna come me. Ma soprattutto un grande professionista, un fotoreporter vero. Guai a chiamarlo paparazzo: si offendeva a morte». S’incrina pure la voce rocciosa di Rino Barillari, “il king dei paparazzi”, a ricordare di Umberto Pizzi, il compagno di mille lavori, di appostamenti, di inseguimenti notturni e di miti consegnati …