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Anne Carson vince il Premio Nobel per la letteratura 2026: “Pazzesco. Sono tutti pazzi”

Il prestigioso riconoscimento assegnato dall’Accademia di Svezia alla poetessa canadese: “Audace e creativa, ha dato vita a nuove forme letterarie”. Ha ricevuto la chiamata mentre si trovava in Islanda “ad ascoltare il vento”. Il traduttore italiano: “Ha rielaborato il Novecento”
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Anne Carson vince il premio Nobel per la Letteratura 2026. Un premio a una straordinaria poetessa. Carson, canadese, traduttrice dal greco antico, nelle sue opere fonde prosa e versi, testi teatrali e saggi. Classe 1950 in Italia la pubblicano Utopia, Crocetti e La nave di Teseo, che nel 2020 aveva riportato in libreria il suo titolo più noto, Autobiografia del rosso. E adesso, per novembre, ne ha annunciato il seguito: Red Doc. La poetessa ha ricevuto la notizia mentre si trovava in Islanda “ad ascoltare il vento”, come ha detto Ingrid Carlberg, segretaria permanente dell’Accademia Svedese, che l’ha chiamata per annunciarle la vittoria. “Pazzesco. Sono tutti pazzi”, ha commentato Anne Carson in una breve intervista concessa alla televisione pubblica islandese. Poi ha proseguito: “Qui non si può fare a meno di ascoltare il vento. Viviamo al ritmo del vento. Sì, ascoltare il vento è esattamente quello che stavo facendo”, ha raccontato all’emittente RUV, tenendosi il berretto per non f…

Anne Carson vince il premio Nobel per la Letteratura 2026. Un premio a una straordinaria poetessa. Carson, canadese, traduttrice dal greco antico, nelle sue opere fonde prosa e versi, testi teatrali e saggi. Classe 1950 in Italia la pubblicano Utopia, Crocetti e La nave di Teseo, che nel 2020 aveva riportato in libreria il suo titolo più noto, Autobiografia del rosso. E adesso, per novembre, ne ha annunciato il seguito: Red Doc. La poetessa ha ricevuto la notizia mentre si trovava in Islanda “ad ascoltare il vento”, come ha detto Ingrid Carlberg, segretaria permanente dell’Accademia Svedese, che l’ha chiamata per annunciarle la vittoria. “Pazzesco. Sono tutti pazzi”, ha commentato Anne Carson in una breve intervista concessa alla televisione pubblica islandese. Poi ha proseguito: “Qui non si può fare a meno di ascoltare il vento. Viviamo al ritmo del vento. Sì, ascoltare il vento è esattamente quello che stavo facendo”, ha raccontato all’emittente RUV, tenendosi il berretto per non farlo volare via. E quando le hanno chiesto se il Nobel avrà un effetto sulla sua notorietà, ha risposto ridendo: «Beh, immagino che sia quello che spera la mia casa editrice. Avrò un adesivo sui miei libri».

L’Accademia la premia per la sua opera “audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea".

Carson, 76 anni, nata a Toronto, è tra i massimi autori canadesi contemporanei. Poetessa, saggista, traduttrice, ha insegnato letteratura greca e letterature comparate all'Università del Michigan. Nel 2000 le era stato conferito uno dei più prestigiosi riconoscimenti della letteratura in lingua inglese, la MacArthur Fellowship. Ha tradotto opere della letteratura greca classica che, secondo l’Accademia Svedese, “possono essere considerate opere autonome a pieno titolo”. Tra queste figurano frammenti di poesie di Saffo e le tragedie di Sofocle Elettra e Antigone e Le Baccanti di Euripide. Si è avvicinata al greco grazie a un insegnante di latino che glielo insegnava durante la pausa pranzo al liceo. Ha abbandonato due volte l’università prima di conseguire il dottorato in lettere classiche. La sua prima pubblicazione, Eros il dolceamaro, del 1986, contiene già gli elementi che caratterizzano il suo stile: una lettura moderna della letteratura classica greca.

Stoccolma dà un riconoscimento importante alla poesia che torna protagonista dopo il premio a Louise Glück (2020) e a Bob Dylan (2016) poeta nella musica.

Patrizio Ceccagnoli, traduttore di Carson in Italia, parla del suo talento nel “superare i limiti disciplinari. Il suo scarto dall’ordinario la rende unica”. Ceccagnoli ha tradotto per Crocetti-Feltrinellila nuova opera dedicata ad Antigone in uscita nei prossimi mesi. “Ha valicato i limiti della scrittura e per questo è stata a lungo rigettata. I suoi detrattori la chiamano la sacerdotessa del post moderno ma in realtà ha saputo rielaborare la tradizione novecentesca”. La sua, dice il traduttore, è “anche una scrittura politica”: “Carson è femminista e antimilitarista”.

Quest’anno gli allibratori scommettevano su una donna. E, evento raro, avevano puntato su Carson indovinando.

Alla vigilia era testa a testa con la scrittrice cinese Can Xue. Dietro le due superfavorite il giapponese Haruki Murakami e l’australiano Gerald Murnane, Amitav Ghosh e Thomas Pynchon. Tra i papabili secondo i siti di scommesse la messicana Cristina Rivera Garza, lo spagnolo Enrique Vila-Matas, l’americana di origini caraibiche Jamaica Kincaid, la portoghese Lidia Jorge, la russa Ljudmila Ulickaja, la canadese Margaret Atwood e il francese Michel Houellebecq. E ancora il norvegese Karl Ove Knausgård, lo svizzero Christian Kracht, l’irlandese Colm Tóibín, l’inglese Deborah Levy, l’americano Don DeLillo, Emmanuel Carrère. Unico italiano quotato, come accade da anni, il triestino Claudio Magris.

Il premio prevede un riconoscimento in denaro di circa 1,1 milioni di euro da un lascito lasciato dal creatore del premio, l'inventore svedese Alfred Nobel. L'Accademia svedese, che seleziona i vincitori, conta 18 membri. A valutare le candidature e presentare le sue raccomandazioni all’Accademia è un Comitato Nobel per la letteratura, che comprende da quattro a cinque membri. I vincitori sono invitati a ricevere i loro premi durante le cerimonie del 10 dicembre, anniversario della morte di Nobel.

L’anno scorso ha vinto l’Ungheria con László Krasznahorkai, scrittore immaginifico e visionario di libri bellissimi come Sátántangó, Avanti va il mondo, Melancolia della resistenza. Due anni fa era toccato ad Han Kang, l’autrice coreana entrata nell’Olimpo con La vegetariana, "per la sua intensa prosa poetica che affronta i traumi storici ed espone la fragilità della vita umana".Nel 2023: Jon Fosse (Norvegia) “per le sue opere teatrali e la prosa innovativa che hanno dato voce all'indicibile”. Nel 2022: Annie Ernaux (Francia) per “il coraggio e l'acutezza clinica con cui scopre le radici, le distanze e i vincoli collettivi della memoria personale”. Nel 2021: Abdulrazak Gurnah (Regno Unito) per "il suo resoconto empatico e intransigente degli effetti del colonialismo e del destino dei rifugiati intrappolati tra culture e continenti". Nel 2020: Louise Glück (Stati Uniti) "per la sua caratteristica voce poetica, che con la sua austera bellezza rende universale l'esistenza individuale". Nel 2019: Peter Handke (Austria) "per il suo lavoro influente che, forte dell'ingegno linguistico, ha esplorato la periferia e la singolarità dell'esperienza umana". Nel 2018: Olga Tokarczuk (Polonia) "per un'immaginazione narrativa che, con passione enciclopedica, simboleggia l'attraversamento dei confini come forma di vita". Nel 2017: Kazuo Ishiguro (Regno Unito) "che ha rivelato, in romanzi di potente forza emotiva, l'abisso sotto il nostro illusorio senso di conforto nel mondo". Nel 2016: Bob Dylan (Stati Uniti) “per aver creato nuove modalità di espressione poetica nel quadro della grande tradizione della musica americana”.

Dal 1901 il premio è stato assegnato a 104 uomini e a 18 donne, considerando anche le edizioni in cui il riconoscimento è stato condiviso. La prima donna a riceverlo fu la svedese Selma Lagerlöf, nel 1909.

Anche la provenienza geografica dei premiati sta cambiando. Nel XX secolo circa l'80% dei laureati era nato in Europa, negli Stati Uniti o in Canada. Nel XXI secolo la quota è scesa al 62%, mentre è aumentato soprattutto il peso dell'Asia. Nel corso del Novecento l'Asia aveva avuto un numero relativamente limitato di premiati; dal 2000 a oggi sono già sei gli autori asiatici ad aver ricevuto il Nobel per la Letteratura, più di quanti ne avesse ottenuti l'intero continente nel secolo precedente. L'età media dei vincitori negli anni Trenta era di circa 56 anni; oggi è salita a 70. La persona più anziana a ricevere il Nobel per la Letteratura è stata Doris Lessing, premiata nel 2007 all'età di 88 anni. Anche la presenza degli ottantenni è aumentata: in passato rappresentavano circa il 5% dei vincitori, mentre nelle edizioni più recenti la quota si avvicina al 14%.

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