✕

“Yanez”, così Guarnieri riscrive Sandokan

Ascolta l'audio

Uno spericolato e ludico racconto fa rivivere il personaggio di Salgàri. E ne reinventa la storia
2 minuti di lettura

«Per qualche motivo gli scrittori adatti all’adolescenza invecchiano male», meditava, immalinconendosi, Giorgio Manganelli intorno al cavalier Salgàri (per favore, con l’accento sulla seconda a, come sentenziò Giorgio Pasquali, filologo princeps). Eppure no, se ispirano un’acrobazia quale Yanez, l’ultimo spericolato, ludico e fosforico viaggio letterario di Luigi Guarnieri. Accade che il marchese, non specchiandosi nelle Tigri di Mompracem, muova verso Torino, nella precollina, dove il padre degli eroi per poche lire macina giorno dopo giorno avventure su avventure. Attorno a sé una moglie incline alla pazzia e una prole numerosa e famelica. Insomma: la fantasia e l’immaginazione uniche salvezze. Almeno fino a quando sarà gioco forza andarsene, a colpi di rasoio.

No, Yanez non riconosce in Salgàri «lo suo autore». Di più: verso “il padre degli eroi” nutre l’ira funesta di chi, sulla pagina, si scopre sfigurato: «Come diavolo avete fatto a procurarvi il mio nome per attribuirlo al vost…

«Per qualche motivo gli scrittori adatti all’adolescenza invecchiano male», meditava, immalinconendosi, Giorgio Manganelli intorno al cavalier Salgàri (per favore, con l’accento sulla seconda a, come sentenziò Giorgio Pasquali, filologo princeps). Eppure no, se ispirano un’acrobazia quale Yanez, l’ultimo spericolato, ludico e fosforico viaggio letterario di Luigi Guarnieri. Accade che il marchese, non specchiandosi nelle Tigri di Mompracem, muova verso Torino, nella precollina, dove il padre degli eroi per poche lire macina giorno dopo giorno avventure su avventure. Attorno a sé una moglie incline alla pazzia e una prole numerosa e famelica. Insomma: la fantasia e l’immaginazione uniche salvezze. Almeno fino a quando sarà gioco forza andarsene, a colpi di rasoio.

No, Yanez non riconosce in Salgàri «lo suo autore». Di più: verso “il padre degli eroi” nutre l’ira funesta di chi, sulla pagina, si scopre sfigurato: «Come diavolo avete fatto a procurarvi il mio nome per attribuirlo al vostro sgangherato personaggio?». Con la penna trasformata in un kriss che colpisce letteralmente al cuore il nobile portoghese.

Che cosa sconvolge Yanez? Lei, Marianna Guillonck, dal gentiluomo appassionato di botanica corteggiata per quarant’anni, vanamente, se non riuscirà a sposarla. Ma la storia non è un’altra? Il marchese non è il luogotenente di Sandokan? E la bionda lady inglese, nipote di un lord, non è forse «la perla di Labuan», colei che ammaliò la Tigre, ostinatamente, impavidamente e felicemente al suo fianco? Ed ecco, finalmente, le “Memorie” di Yanez, da Yanez stesso, che verso l’arcipelago indonesiano fece vela per ristrutturare una piantagione di caffè, inutilmente offerte – ulteriore ferita – a Donath, l’editore-negriero di Salgàri: settecento lire a romanzo, per un totale di tre libri l’anno, un contratto capestro, solo l’esborso di una cifra insensata, ventimila lire, avrebbe potuto scioglierlo… Benedetto Croce non voleva che le figlie frequentassero Sandokan, il Corsaro Nero, Jolanda e così via elencando perché narrati in pagine “sgrammaticate”. Ma Salgàri – come Yanez di Luigi Guarnieri rammenta – nonostante Don Benedetto, è destinato a godere di una sicura nomea, quella del classico. Sino ad ispirare – per dirla con Manganelli – un «libro parallelo, una lamina scritta che mina le dimensioni e forme di altra lamina e ne insegue i caratteri, i segni, parte trascrivendo, parte traducendo, confermando, negando, ampliando…».

Et voilà dispiegarsi la versione di Yanez. Innanzitutto all’insegna dell’esattezza. Luigi Guarnieri, accumulata una vasta bibliografia, modella (anche) un’operetta etnologica, inanellando usi e costumi: il rango sociale proporzionale al numero di teste nemiche collezionate, l’orina di rinoceronte come balsamo per restituire la vista, il combattimento di galli a colpi di sperone (con il vincitore che deve beccare l’avversario defunto tre volte per convalidare le scommesse), la mazza spinosa (legno di carpine) con cui il marito cornuto si vendica frantumando le ossa del rivale… Mai scordando di omaggiare, fra un vassoio pieno di leccornie, una lezione di equitazione, una notte tropicale, una pioggia torrenziale, una danza di benvenuto, la bellezza di lei, Marianna, e il suo aristocratico fascino.

Nel racconto di Luigi Guarnieri sarà rapita con Yanez da Sandokan, trascorrendo a Mompracem una prigionia dorata. Sin quando non vi porrà termine, versando un cospicuo riscatto, James Brooke, il Rajah Bianco del Sarawak.

Ma non finisce qui la procellosa navigazione: Marianna torna in Inghilterra, nonostante desideri altrimenti, inchinandosi alla volontà dello zio, il capitano Guillonk. Prima di salpare dona a Yanez un medaglione col suo ritratto, così rinnovando in lui l’illusione del lieto fine. Lo ritroverà nella capitale britannica, vedova di un capitano dell’esercito, morto misteriosamente in Africa, e profondamente debilitata in seguito alla puntura di una mosca. Con lui riapproderà in Indonesia, là passando gli ultimi tempi, ormai cieca, incardinata nelle tradizioni indigene. Nonché rivedendo uno sdentato Sandokan, non più Tigre della Malesia, sulla sedia a rotelle: “Non mordo più nessuno”…Non mancherà di colloquiare con il pirata in quiescenza lo stesso Yanez de Gomera, ricevendone una lezione di letteratura. Quando gli domandò se il suo soprannome, Sandokan (mentre il nome era Whu-Pulau) derivasse o meno da una divinità ancestrale dei dayachi Sakarang o Seribas: «Caro il mio marchese», fu la risposta. «Se tu dovessi proprio raccontare una storia, che cosa sceglieresti, la verità o la leggenda?». In piena sintonia con il suo autore, il cavalier Salgàri, così allergico a far combaciare verità e leggenda. Manganellianamente: letteratura come menzogna.

Il libro

Yanez di Luigi Guarnieri (Einaudi. pagg. 264. euro 20)

L’autore presenta il libro il 13 ottobre a Roma (ore 18), alla libreria Mondadori di via Cola di Rienzo con Giancarlo De Cataldo

Leggi i commenti