L'ESPERTO
Massimo Iosa Ghini firma gli interni di Design Club Bologna, 35 appartamenti realizzati in classe A 

I consigli dell'architetto Iosa Ghini su come ristrutturare

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Architetto Iosa Ghini, quali consigli darebbe agli Italiani che desiderano migliorare la propria casa, ma non sanno da dove cominciare?
«Probabilmente consiglierei di chiamare un architetto. Scherzi a parte se parliamo di involucro esterno il metodo più efficace per migliorare le prestazioni dell’edificio è annullare la dispersione termica tramite la realizzazione di un cappotto termico, migliorandone l’efficienza energetica. Il “cappotto” è un sistema di isolamento termico composto da pannelli di vari materiali (naturali o sintetici) e di vari spessori a seconda della qualità delle prestazioni di efficientamento che si vogliono raggiungere. In generale il principio da seguire è che questo tipo di lavorazione, come anche gli altri interventi di riqualificazione energetica, possono essere anche occasione di una riqualificazione architettonica della facciata che, a cappotto installato, può essere semplicemente intonacata e dipinta oppure finita con un nuovo rivestimento come ad esempio dei pannelli di ceramica, fibrocemento, legno o alluminio che danno un aspetto rinnovato al tutto. Anche gli infissi giocano un ruolo importante dal punto di vista del risparmio energetico: un buon telaio e il giusto abbinamento tra vetro selettivo e basso emissivo, a seconda dell’orientamento dell’abitazione, garantiscono un incremento del benessere ambientale interno e una minore spesa per il riscaldamento e raffrescamento degli ambienti.
Alle finestre si possono poi abbinare dei frangisole a pale orizzontali quando l’esposizione è verso sud e frangisole a pale verticali quando l’esposizione è verso est o ovest cioè dove il sole mantiene una posizione più bassa. Anche in questo caso, dal punto di vista architettonico, massima attenzione deve essere posta al tema dell’integrazione del frangisole nella facciata per ottenere un risultato estetico che valorizzi tutta l’edificio: non c’è una ricetta valida per tutte le situazioni ed ogni caso fa storia a sé».

Gli impianti, le batterie, i panelli fotovoltaici a volte però non sono belli da vedere....
«Non penso che i pannelli fotovoltaici siano sempre brutti da vedere. Nei nostri progetti lavoriamo molto sull’integrazione di questi ed altri elementi tecnologici nella composizione architettonica dell’edificio per ottenere una massimizzazione della prestazione tecnica e al contempo una gradevole estetica. Nel caso che non ci si voglia rivolgere a un professionista è comunque possibile mitigare l’estetica di queste tecnologie scegliendo tra le molteplici opzioni che offre il mercato: così in alternativa ai tradizionali pannelli fotovoltaici si possono utilizzare pellicole adesive, vernici o addirittura coppi fotovoltaici capaci di produrre energia elettrica anche se il compromesso da raggiungere in questo caso passa per il rendimento energetico meno elevato.
Dal punto di vista architettonico invece penso che si dovrà dare più importanza all’area di ingresso delle abitazioni, che per motivi legati alla nuova emergenza sanitaria dovrebbero essere più grandi ed adibite a luogo di decontaminazione dall’esterno prima di fruire degli spazi interni della casa. Per quanto riguarda l’estetica, invece, il consiglio è di utilizzare materiali naturali come ad esempio il legno e una palette di colori per quanto possibile limitata e coordinata».

Tra i suoi lavori, ci sono delle abitazioni particolarmente virtuose?
«Tra gli ultimi progetti, il Design Club, una progettazione residenziale di qualità, per Design Club Real Estate, operatore bolognese che ha sviluppato l’iniziativa. All’interno di un edificio di 2.000 metri quadrati, completamente ristrutturato, abbiamo ricavato 35 appartamenti mettendo al centro di tutta la progettazione il design come sinonimo di vivibilità e qualità. Il progetto degli interni utilizza otto stili di grande qualità in classe A, in questo modo abbiamo creato dei branded apartments. Qui abbiamo dovuto operare contemporaneamente sui due livelli progettuali (architettura e interior). Penso che i nostri branded apartments siano il nuovo prodotto di design in cui viene proposto un modulo abitativo completo tramite il contract, composto da tutti gli elementi di arredo del quality Italian design, per formare un insieme da vivere, di valore unico, come fosse un unico macro-oggetto da abitare, attento alle esigenze funzionali e di spazio. Gli spazi dimensionali risultano essere molto soppesati e realizzati con impianti ad alta efficienza, cappotti e infissi di alta qualità, con un ottimo potere isolante. Appartamenti ben dimensionati all’interno e con ampli spazi comuni esterni, compresi balconi generosi».