Il centro di Arte e Cultura che si affaccia sul lago cambia la hall e alcune sale, ma resta il fiore all'occhiello del design ticinese
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Cinque anni fa, il 12 settembre 2015 per la precisione, ha specchiato per la prima volta le sue forme nel lago di Lugano da cui sembra aver preso vita, oggi il Lac si è rifatto un po’ il look per aprirsi, dopo il lockdown, ancor di più alla sua città. Vocazione iscritta nel nome (Lac è l’acronimo di Lugano Arte Cultura) e finanche nel suo dna.
Più che un museo, aldilà del punto di incontro, un’agora culturale con aggiunta di auditorium, il Lac nasce (dopo accurata selezione) dal progetto di Ivano Gianola, architetto della scuola ticinese, che gli dà carattere quasi annullando la separazione tra l’edificio e il lungolago, tanto da integrare (al suo fianco) perfino la facciata di un hotel distrutto da un incendio. Centottanta metri cubi di parallelepipedo posato su pilastri, il centro culturale ospita tra l’altro le collezioni del Museo d'Arte della Svizzera italiana, ha uno spazio espositivo (2500 metri quadrati) distribuito su tre piani nonché una sala teatrale e per concerti da mille posti il cui design e la cui acustica è stata pensata dal progettista e dalla Müller BBM di Monaco. E poi ci sono gli ambienti recuperati e restaurati dell’antico convento dei francescani minori e il parco accessibile direttamente dall’ingresso. Un piccolo gioiello, insomma, dove poter spendere un po’ del nostro tempo per godere di una mostra o di un balletto, ma anche per apprezzarne i grandi volumi architettonici, le linee geometriche, le sale e le grandi vetrate dove la luce del lago trasforma gli spazi. Come la sala caratterizzata dalla vetrata a 180 gradi che si affaccia sul golfo di Lugano, una sorta di piazza aperta alle feste private in grado di accogliere almeno trecento persone.
Ma torniamo nel foyer del museo che qualche giorno fa si è arricchito di una nuova biglietteria, un nuovo shop e di un bistrot rivestito dalle vitali pennellate dell’artista Christine Streuli. Il “Luini 6 Bistrot” ha una cucina a vista e proposte di qualità per chi volesse concedersi una pausa dall’arte. Christine Streuli è intervenuta sulle pareti e sulla vetrata con una serie di effetti visivi che suggeriscono al pubblico il percorso, una volta che si riprende la passeggiata verso l’esposizione. E così tutta la hall è divenuta con il restyling un luogo d’incontro e appuntamenti aperti anche ai bambini. Era ciò che desiderava la fondazione che gestisce il Lac e il direttore generale, Michel Gagnon: “Sin dall'inaugurazione ho pensato al Lac come a un luogo che ruota attorno alla programmazione culturale e sono felice di questo ulteriore passo avanti che permette di far sempre più parte della quotidianità della regione”.
Vale la pena raggiungere, infine, Lugano per poter fare conoscenza con le forme del Lac rinnovato, ma anche per un programma di spettacoli che - per quanto “flessibile e distanziato” a causa della pandemia che affligge tutto il mondo - riserva diverse, piace voli sorprese.