Intimo, ma ad alto tasso di creatività: sarà così il Natale dei designer, un Natale diverso ma non per questo meno originale. «Il mio albero è kitsch, divertente, il vecchio sul nuovo, con un mix&match di addobbi, dalle decorazioni in vetro dei nonni ai giochini che mia figlia aggancia di tanto in tanto», racconta la creativa pavese Francesca Lanzavecchia, che posa per noi con la piccola Nina di due anni e mezzo. «Il mio Natale è in modalità “Metodo classico”», afferma Ferruccio Laviani, designer di origini cremonesi: «Tavola impeccabile anche se semplice, tovaglia di fiandra di quel candore che abbaglia, piatti bianchi, e fiori per portare un po' di natura e colore tra i commensali». Per Cinzia Cumini, progettista di Udine, e Vicente García Jiménez, designer di Valencia, le feste ruotano attorno alla condivisione delle rispettive tradizioni, italiana e spagnola: «Le festività iniziano quando riceviamo la “caja” di legno che contiene il prosciutto iberico, spedito a Tommaso, figlio di Cinzia, da Antonia, la mamma di Vicente», raccontano. C'è chi si ricaricherà di energie positive passeggiando nel bosco, come Jean-Marie Massaud, a caccia di rami già caduti a terra da recuperare e trasformare in un'idea decorativa green, e chi invece, come Monica Armani, si immergerà nell'atmosfera ovattata e magica delle “sue” montagne, le Dolomiti. Il regalo più atteso? La normalità, come conclude Elena Salmistraro.
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Francesca Lanzavecchia: «Io e Nina, feste in rosa glitter»
Ferruccio Laviani: piatti cremonesi, libri, film, musica e un corno rosso scaramantico
Jean-Marie Massaud: «Il mio decoro green»
Cinzia Cumini e Vicente García Jiménez: Italia-Spagna, Jamón iberico e il panettone conteso
Monica Armani: «Mi rigenero nell'atmosfera ovattata e magica delle mie montagne»
Elena Salmistraro: «Il regalo sotto l'albero? La normalità»
Le vacanze dei designer
Feste in pochi, ma senza rinunciare alla creatività, tra decori fai-da-te e ricette gourmet
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