Dalle facciate di maestosi grattacieli ai più piccoli complementi d'arredo. Sono infinite le applicazioni del vetro: «È utilizzato in edilizia, nel settore automobilistico, e in piccola percentuale nell'arredamento e negli interiors», racconta Davide Malberti, alla guida di Rimadesio, azienda specializzata in raffinati mobili, porte, cabine armadio e sistemi in vetro e alluminio: «Acquistiamo le lastre piane e le lavoriamo internamente dal 1956 secondo le fasi di sezionatura, molatura, foratura, tempera, stratifica, verniciatura con vernici all’acqua dal 2005, con Rimadesio tra i primi brand in Europa». Il vetro è un materiale millenario eppure ancora oggi il più performante, riciclabile al 100 per cento, costantemente aggiornato: «Tra le virtù, la trasparenza e la resistenza, al carico, agli urti, ai graffi, agli agenti atmosferici, agli sbalzi di temperatura, all'usura e alla corrosione, così sicuro e trasparente che nel settore automobilistico non è mai stato sostituito da altri materiali, nonostante il peso di due chili e mezzo per centimetro cubo, quasi come il marmo».
Dall'arredo all'architettura, le infinite applicazioni del vetro
Un materiale millenario eppure ancora il più performante e in continua evoluzione. Tra le novità per l'arredamento, i vetri ondulati e vellutati al tatto, mentre per l'architettura il servizio di personalizzazione "coating on demand"
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Tra i grandi produttori di vetro piano c'è Agc, che realizza vetri ad alte prestazioni, dalle lastre che fanno passare la luce ma non surriscaldano, alle pareti che si oscurano in pochi secondi: «Tra le novità, Glassiled, un vetro che integra led monocromatici o a colori per illuminare le facciate», dice Roberto Galante, referente di Agc Flat Glass Italia, «e Fineo, il vetro sottovuoto sviluppato con Panasonic, costituito da due lastre separate da un’intercapedine ad elevato rendimento energetico, con le stesse prestazioni di un vetro isolante ma con uno spessore inferiore. Stiamo concentrando la ricerca sul connubio tra trasparenza e performance energetiche, sulla libertà del campo visivo e lo sviluppo di nuovi formati, come le lastre “jumbo” che raggiungono i 18 per 3,21 metri». Il vetro è amato dagli architetti, come continua Galante, «per realizzare edifici sottili, dalle forme irregolari e dinamiche, efficienti, attenti al comfort delle persone e al contesto urbanistico, con soluzioni performanti in termini di trasparenza e controllo solare, come i vetri selettivi Stopray, che non surriscaldano l’ambiente, garantiscono neutralità di colore e non lasciano uscire il calore interno nelle stagioni fredde».