Negli anni Cinquanta e Sessanta, tutti, o quasi, ne avevano uno. Sembrava arrivare direttamente da un film di Hollywood, era qualcosa da sfoggiare con gli ospiti e dava all’ambiente quel tocco in più di eleganza e lusso, anche quando le bottiglie esposte in realtà non erano di chissà quale qualità. Ora, dopo essere stato in soffitta per un bel po’, il carrello da bar torna di nuovo in auge. Complice l’ormai costante passione per il vintage e gli stili retrò ovviamente, ma non solo.
Secondo il designer Alessio Romano, che per Calligaris ha disegnato il carrello Giro, ultimamente molto richiesto e venduto, a decretare il successo di questo mobile è anche la fase storica che stiamo vivendo. «A causa dell’emergenza sanitaria in corso si esce poco e così molte persone stanno riscoprendo il piacere di preparare un aperitivo o bere un buon bicchiere di whisky anche a casa: che sia con la propria famiglia o in compagnia delle pochissime persone che si possono ospitare, è un gesto rivalutato. E il carrello da bar sembra davvero l’alleato perfetto per occasioni del genere».
Senza dimenticare, infine, l’estetica, che nella maggior parte delle novità reinterpreta le linee del passato, dall’Art Déco ai Sixties. Per rispolverare uno stile che affascina sempre molto, ma anche per ritrovare quel senso di festa e glamour che ultimamente si è un po’ perso.