di Fiorella Minervino
Torna la voglia di giocare dopo un anno infinito di pandemia. Anche se la vita normale resta nei desideri dei molti, arriva forse l’ora di allentare la tensione, vivere momenti più sereni tutti insieme, bambini, genitori, architetti, cittadini; meglio se a Field of Lines, il campo allestito a Forte Marghera, l’installazione land art a forma irregolare, immaginata come un fascio di linee d’acciaio lucidato, stese a terra, buone a riflettere il cielo, le nuvole in corsa, e capaci di alternarsi al verde.
Risponde così Alessandra Cianchetta all’invito di Hashim Sarkis, il direttore della Biennale Architettura di Venezia (leggi qui il suo intervento), che l’ha invitata a How will we play together?, il progetto con cinque studi internazionali di architetti e architette, secondo la parità di genere evocata per prima da questa 17ma edizione. L’italiana Alessandra Cianchetta (classe 1971), architetta e urbanista, è la cofondatrice di Awp a Londra e a Parigi, oltre che docente alla Cornell University di Ithaca negli Stati Uniti. L’architetta passeggiava per Vienna con Tadzio, il figlio di 10 anni, nel lontano 2018, quando il direttore della Biennale Architettura Sarkis l’ha chiamata a una nuova definizione del gioco secondo l’ immaginazione moderna, erano tempi di prepandemia quando si pensava a diaspore, migrazioni, transito dall’era postindustriale a quella digitale. Poi il virus si è portato il proprio bagaglio di attualità, dolore, malattie, distanziamento fisico e sociale, mascherine e tanto altro.
Ma come si reinventa lo svago oggi? Quanto a Field of Lines 2021 i suggerimenti approdano tanto da tempi remoti, quanto dal secolo scorso con i giganti americani Charles e Ray Eames, ideatori dagli anni Quaranta-Cinquanta d’un universo infantile magico popolato da maschere con animali, aquiloni, biglie, bambole, case di carta, per un bimbo regista del proprio divertimento. Segue l’altro inventore di sogni e stimoli per la mente dei piccoli, Bruno Munari, un mago dallo stupore permanente. Accanto ai loro oggetti è cresciuto Tadzio.
In questo momento d’eccezione si sta insieme, si ripropongono le regole, come suggerisce Giorgio Agamben, per bambini, grandi, relazioni amorose, si ridiscute il patto sociale nel transito dal globale al postglobale. Si pensa a star bene insieme nella città e nelle case. Così a Forte di Marghera i bambini si inventeranno se giocare da soli, con i grandi, genitori, architetti, la cittadinanza, come nell’antico gioco della campana.