Dopo il successo della recente mostra dell'artista Dan Halter in un viaggio alla scoperta del continente africano, Osart Gallery prosegue la sua indagine sulle personalità più interessanti del panorama artistico sudafricano, portando in scena questa volta (da venerdì 10 settembre a martedì 9 novembre), la prima personale in Italia di Jeanne Gaigher.
A partire da uno studio approfondito attraverso la pittura e la tela stessa, l'artista si ritrova ad indagare sulle varie possibilità espressive dei materiali e delle loro texture. «Al momento sono particolarmente interessata all'anatomia della tela», commenta la Gaigher, «uso molto la parola anatomia in relazione alla superficie. Lei stessa cambia, il corpo della tela cambia... Ha una sua pseudo simmetria». Le cromie dal forte potere evocativo delle sue opere, non hanno una funzione decorativa, ma bensì quella di raccontare lo scambio tra la figura e l'ambiente.
Gli ambienti rappresentati sulle tele hanno molto spesso a che fare con la dimensione inconscia di "stanze della mente", così come i soggetti appaiono deformati. Qui il piccolissimo convive con il grandissimo e il mostruoso. La tridimensionalità delle scene e della stratificazione materica è fondamentale per l'artista, per poter ricreare lo spessore dell'aria in un ambiente, le increspature dell'acqua, o addirittura imita sconosciuti composti materici, in cui sembra "immergere" il soggetto. Le opere di Jeanne Gaigher rappresentano situazioni di passaggio e metamorfosi, che spesso disorientano e sconvolgono.