Venezia esplora i cinque sensi
di Elisa Poli , di Elisa PoliL'occhio vuole la sua parte. Ma pure il tatto, e l’udito, e l’olfatto, per non parlare del gusto. Questa nuova edizione di Venice Design Week, in programma dal 9 al 17 ottobre, si pone l’obiettivo di dimostrare che il design può e deve essere per tutti. E per farlo «lo esploreremo con tutti i sensi, per scoprirne anche nuovi aspetti», spiega Lisa Balasso, architetto, fondatrice e coordinatrice di VDW. «Questa dodicesima edizione col tema “Design X tutti” vuole essere profondamente inclusiva, per ogni età e per persone con diverse abilità, ma anche con l’applicazione delle nuove tecnologie», spiega. Ci saranno, per esempio, Wow - Wheels on waves col catamarano Lo Spirito di Stella e i Baroni Rotti con WeFly!, i primi rendono accessibile la barca e i secondi gli ultraleggeri.
Le barriere? Si superano, e difatti la VDW non si è mai fermata, nemmeno l’anno scorso: «nell’edizione 2020 abbiamo fatto per esempio le premiazioni in streaming con collegamenti a New York e in Corea e quest’anno non abbandoniamo di certo questa possibilità.
In un dialogo continuo fra passato e presente Atelier Shiau, artigiana taiwanese che studia e lavora in Italia, sarà alla Scoletta dei Calegheri, oggi biblioteca e un tempo sede della corporazione che produceva e riparava le scarpe dei veneziani. Il tatto, poi, grande demonizzato causa Covid-19, è il protagonista di progetti come Contatto asincrono, un drappo di listelli di legno capace di congelare un tocco fisico, conservandone l’eco. Parlando di gusto, i relatori ci parleranno di farm verticali e agricoltura idroponica. Ma si parlerà anche di olfatto e di udito. E, tornando alle nuove tecnologie, sono previsti incontri dedicati ai designer emergenti e agli artigiani su e-commerce, social network e storytelling. Perché sapersi raccontare da sempre fa la differenza. E Venezia in questo è maestra.