Domenico Dolce e Stefano Gabbana direttori d’orchestra. Il paragone lo propone proprio Domenico, presentando alla Misericordia di Venezia la loro prima collezione di arredamento. Una collezione molto ampia, oltre trecento pezzi dai tavoli alle poltrone, dai mosaici e le ceramiche ai piatti, dai mobili bar ai carrelli, fino ai grembiuli e alle bandane da cucina e a sontuosi lampadari. Per i quali hanno chiamato a raccolta artigiani di tutta Italia, dall’amata Sicilia alla stessa Venezia. Proprio la Sicilia ispira una delle quattro tematiche in cui si articola la ricca collezione: Carretto, ripresa dai tipici decori dell’umile ma prezioso mezzo da lavoro dell’isola. Insomma, non come altri marchi della moda che con l’arredamento flirtano e propongono qualche oggetto o delle capsule, una grande discesa in campo.
“Abbiamo voluto chiamare tanti esperti dei saperi manuali, gli abbiamo chiesto delle cose, ma li abbiamo anche ascoltati, ci siamo fatti consigliare”, spiegano Dolce e Gabbana in una presentazione a due voci con contrappunto, dove sono anche emerse simpatiche divergenze sul modo di vivere la casa. “Io sono un po’ bohemien” dice Stefano, “mi piace raccogliere e conservare tanti oggetti coniugano quelli più umili e quelli più preziosi, il sobrio e il kitsch, mentre Domenico rivoluzionerebbe la casa ogni sei mesi. Mi ricordo, di quando eravamo una coppia, che ci mettevamo a spostare mobili…”.
Una presentazione a due voci, e una realizzazione a quattro mani: considerata complessità e specificità dell’arredamento, Dolce e Gabbana per la loro “direzione d’orchestra” si sono fatti aiutare da Luxury Living Group, da dove dicono: “La capacità di interpretare e tradurre i valori e l’identità di Dolce & Gabbana, unita alla cultura artigianale, ha permesso al Gruppo di dare forma ad un nuovo modo di abitare la casa”.