«Ho sentito fin da subito che con la sua voce potente il design avrebbe potuto essere lo strumento perfetto per esprimermi e raccontare le storie che volevo raccontare». Più che scelta razionale, è stata una sorta di vocazione quella di Nika Zupanc, designer slovena classe 1974 nota per il suo segno allo stesso tempo leggero e scultoreo, fresco e glamour. Una passione sbocciata in adolescenza - «anche se oggi, a pensarci, mi sembra che ci sia sempre stata» - e coltivata prima negli studi, con una laurea all'Accademia di Belle Arti e Design di Lubiana, e poi sul campo. Fino al successo arrivato con Lolita, lampada romantica e femminile disegnata per Moooi, e proseguito con numerosi progetti di interni e un curriculum che oggi vanta collaborazioni con le più note aziende. Come Ditre Italia, con cui lavora dal 2019 e per cui di recente ha disegnato il letto Clip (che vi mostriamo in anteprima).
Il suo punto di forza? «Penso che la sfida sia sempre un perfetto equilibrio tra innovazione, tecnologia, forma e una sorta di fattore X, un elemento difficile da descrivere ma evidente, se c'è. È questo equilibrio, questo fattore X, che io cerco in ogni mio progetto».
Progetti in cui Nika Zupanc ama giocare con elementi sempre nuovi - «mi piace sfidare me stessa lavorando con tecniche, tecnologie e materiali diversi», dice - e per cui prende spunto dalla ricchezza della vita. «Non c'è una corrente artistica o un progettista del passato che ha segnato il mio percorso. Sono più influenzata dalla quotidianità», spiega sottolineando come per lei l'ispirazione arrivi dalle cose più ordinarie. «Trascorro molto tempo nella natura, vicino al mare o in montagna, e questo mi permette di pensare liberamente e osservare i miei progetti da una prospettiva diversa. Amo anche le città, i borghi e i luoghi dimenticati: sono pieni di dettagli, storie e idee. Senza dimenticare la cultura, che tra arte, cinema, musica e letteratura ha un ruolo significativo nella mia ricerca di idee. A volte può essere anche una frase o una canzone a spingermi a tradurre una sensazione in un oggetto». Idee che spesso, confida, arrivano appena sveglia. «Quando ho bisogno di essere creativa per nuovi progetti mi piace lavorare da casa, a volte ancora in pigiama», racconta la designer. «Rendo di più al mattino e per trasformare questa creatività in una forma specifica ho bisogno di pace e silenzio. Ovviamente mi piace anche stare in studio con il mio team ma è un altro tipo di lavoro». Quello che non cambia è il mantra che si ripete al mattino: «cogli l'attimo, lavora con quello che hai e fallo con passione e amore».