Un'architettura che, pensata come parte integrante del paesaggio e non come un suo innesto, si pone in dialogo con la natura circostante. Un vasto giardino sospeso che risana un'antica frattura del territorio e allo stesso tempo assume anche una funzione sociale e collettiva. È la storia di una riuscita collaborazione tra architettura e ambiente, tra uomo e spazi di lavoro, quella che a Bagno a Ripoli, vicino Firenze, ha portato alla nascita del nuovo edificio produttivo di Fendi (l'head quarter è invece a Roma, nel Palazzo della Civiltà Italiana).
Un complesso di circa 14mila metri quadrati immerso nella campagna toscana - che ospita uffici direzionali e amministrativi, un ristorante, un magazzino di produzione, laboratori e una scuola di alta pelletteria - il cui concept è stato ideato e sviluppato dallo studio milanese Piuarch con il paesaggista Antonio Perazzi e successivamente proseguito dall’Architecture Department di Fendi. Un luogo concepito appunto con elevati criteri paesaggistici, un'alta efficienza energetica e la centralità della qualità del lavoro.
Punto di partenza del progetto è stato lo studio delle caratteristiche del luogo, segnato dalle logiche di sfruttamento dell’industria laterizia e della cava precedentemente attiva sul lotto: una situazione che ha richiesto un intervento di risanamento ed è diventata occasione per instaurare dinamiche decisamente più virtuose di gestione del territorio. “L’idea è stata quella di ricostruire un paesaggio naturale attraverso un’architettura che scompare all’interno del paesaggio stesso”, ha spiegato Gino Garbellini, socio dello studio Piuarch, fondato nel 1996 con Francesco Fresa, Germàn Fuenmayor e Monica Tricario. “Quando un progetto di architettura è anche un progetto di paesaggio, la simbiosi con l’ambiente si sviluppa in modo naturale”. Il risultato è un edificio che si sviluppa orizzontalmente su un unico livello per seguire le necessità del processo produttivo dell'azienda di lusso: “la funzionalità degli spazi è il principio compositivo della pianta che combina diverse funzioni, fondendole in percorsi fluidi che lo attraversano orizzontalmente”, spiegano gli architetti di Piuarch; una copertura a verde continuo ed intensivo ricostruisce la morfologia del terreno, con un vasto giardino pensile che abbina al valore ambientale la possibilità di essere luogo di socializzazione per i dipendenti.
Un equilibrato rapporto tra uomo e natura che nella nuova Fendi Factory è rinsaldato tra l'altro anche da ulteriori scelte, come la centralità dell'areazione e della luce naturale, l'utilizzo di materiali che richiamano i colori del luogo e le pareti esterne e interne trasparenti. Per una migliore qualità del lavoro e una maggiore responsabilità verso ambiente e società.