Design lontano dai luoghi comuni
di Manuela Mimosa Ravasio , di Manuela Mimosa RavasioChe cosa è la Settimana del design se non l’occasione per rileggere la città di Milano? Per scoprire il fascino di spazi inesplorati da tempo, in cui spesso la natura ha preso il sopravvento rimpossessandosi del tessuto urbano? In un certo senso, è un modo per celebrarla, per fare un racconto alternativo dei suoi luoghi e delle sue architetture». Sulle nuove geografie della Settimana del design milanese, Valentina Ciuffi e Joseph Grima sono esperti. Con il loro format Alcova, da quattro anni setacciano luoghi estremi in cui installare un dialogo unico tra design e spazio espositivo. Prima l’ex fabbrica di panettoni di G. Cova, poi quella di cachemire (Sassetti), quindi l’ospedale militare di Baggio in disuso, e oggi, l’ex macello in Porta Vittoria, disegnato tra il 1912 e il 1914 dai due tecnici comunali Ferrini e Filippini e che diventerà, masterplan a firma di Snøhetta e Cino Zucchi tra gli altri, un nuovo quartiere re…
Che cosa è la Settimana del design se non l’occasione per rileggere la città di Milano? Per scoprire il fascino di spazi inesplorati da tempo, in cui spesso la natura ha preso il sopravvento rimpossessandosi del tessuto urbano? In un certo senso, è un modo per celebrarla, per fare un racconto alternativo dei suoi luoghi e delle sue architetture». Sulle nuove geografie della Settimana del design milanese, Valentina Ciuffi e Joseph Grima sono esperti. Con il loro format Alcova, da quattro anni setacciano luoghi estremi in cui installare un dialogo unico tra design e spazio espositivo. Prima l’ex fabbrica di panettoni di G. Cova, poi quella di cachemire (Sassetti), quindi l’ospedale militare di Baggio in disuso, e oggi, l’ex macello in Porta Vittoria, disegnato tra il 1912 e il 1914 dai due tecnici comunali Ferrini e Filippini e che diventerà, masterplan a firma di Snøhetta e Cino Zucchi tra gli altri, un nuovo quartiere residenziale con il campus dell’Istituto Europeo di Design, un museo e un parco pubblico. «Sarà l’ultima occasione per visitarlo» continuano Ciuffi e Grima, «ma per noi, che scegliamo i progetti per la loro ricerca su materiali e linguaggi estetici, innovazione, e aderenza alle questioni del presente, è soprattutto uno spazio con la giusta tensione emozionale». L’operazione è stata resa possibile dalla volontà del Comune di Milano di rivalutare spazi in disuso, la stessa che riscoprirà, in collaborazione con Mosca Partners, l’Istituto Marchiondi Spagliardi di Baggio, realizzato negli anni Cinquanta da Vittoriano Viganò.
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