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Issey Miyake continua a indagare supermateriali

Il quinto progetto che mette alla prova le possibilità del metodo A-Poc sperimenta la possibilità di creare effetti tridimensionali in ambiti diversi. Non solo moda, ma arredamento e architettura
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Tra tecnologia e geometria Issey Miyake continua a sperimentare coniugando moda e design. E presenta alla Settimana del design Thinking Design, Making Design: Type-V. Il quinto della serie di progetti della maison in collaborazione con creativi professionisti, provenienti da diverse discipline, che ricercano e sviluppano processi originali di produzione per continuare a esplorare le possibilità del metodo A-Poc. Il Type-V va oltre la realizzazione di abiti e presenta alcuni prototipi ottenuti da un unico pezzo di tessuto. Si tratta di esempi applicati ad altri settori come l’arredamento, l’illuminazione o l’architettura. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Nature Architects: una società succursale dell’università di Tokyo che sviluppa algoritmi di design, chiamati Dfm - Direct Functional Modeling - e specializzata nell’uso dei metamateriali, ovvero materiali che vanno “oltre la materia”, creati arti…

Tra tecnologia e geometria Issey Miyake continua a sperimentare coniugando moda e design. E presenta alla Settimana del design Thinking Design, Making Design: Type-V. Il quinto della serie di progetti della maison in collaborazione con creativi professionisti, provenienti da diverse discipline, che ricercano e sviluppano processi originali di produzione per continuare a esplorare le possibilità del metodo A-Poc. Il Type-V va oltre la realizzazione di abiti e presenta alcuni prototipi ottenuti da un unico pezzo di tessuto. Si tratta di esempi applicati ad altri settori come l’arredamento, l’illuminazione o l’architettura. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Nature Architects: una società succursale dell’università di Tokyo che sviluppa algoritmi di design, chiamati Dfm - Direct Functional Modeling - e specializzata nell’uso dei metamateriali, ovvero materiali che vanno “oltre la materia”, creati artificialmente. La ricerca è nata dalla riflessione su una sfera. Una sfida nei confronti di quel pezzo di tessuto bidimensionale che dal 1999 definisce l’efficienza e l’efficacia di un brand come A-Poc Able. Che, prima di diventare un brand, è stato il metodo con cui Miyake ha iniziato la sua carriera negli anni Settanta. «Attraverso la collaborazione con A-Poc Able abbiamo sviluppato un tessuto in grado di trasformarsi in una sfera grazie alla sola applicazione del calore», spiegano Taisuke Ohshima e Kai Suto, rispettivamente ceo e responsabile della ricerca di Nature Architects.

Kai Suto, laureato alla Tohoku University, è membro fondatore dal 2017 e responsabile della ricerca di Nature Architects 
Taisuke Ohshima, laureato alla School of Arts and Sciences di Tokyo, è il ceo di Nature Architects che ha fondato nel 2017 
Fondamentale è stato lo studio della tecnologia Steam Stretch di A-Poc Able: un tessuto elasticizzato contenente un filo che reagisce al calore contraendosi. Studiando le proprietà di questo tessuto, sono state calcolate velocità e struttura della contrazione e sviluppato un algoritmo in grado di generare automaticamente un motivo tessile. Premesse per creare tessuti originali che si trasformano quando sottoposti al calore. «Il progetto ha rivelato un grande potenziale che ci spinge ad esplorare ulteriormente questa tecnologia di trasformazione tridimensionale tramite il calore, andando oltre la realizzazione di abiti», concludono. «Abbiamo preso spunto dalla cultura giapponese degli origami», afferma Yoshiyuki Miyamae, direttore del team per lo sviluppo di A-Poc, «che trasforma un pezzo di carta, sostanzialmente bidimensionale, in un oggetto tridimensionale».
Yoshiyuki Miyamae, membro del Miyake Design Studio dal 2011. Oggi è alla guida del team di esperti per la ricerca di A-Poc 
Il metodo genera una varietà di pieghe che attraverso la luce donano sfumature diverse. Tra i prodotti sviluppati partendo dalla sfera costruita con il metodo A-Poc, ci sono una lampada e una seduta. Durante la Design Week questi prototipi saranno nello showroom in via Bagutta 12, insieme ai tessuti e a un video esplicativo del processo di creazione della sfera. «Quando vent’anni fa è nato A-Poc fa tutte le idee che avevamo non erano realizzabili ma ora la nostra immaginazione è supportata dalla tecnologia», conclude Yoshiyuki Miyamae».
Il prototipo della lampada sviluppata con A-Poc, da scoprire a Milano nello showroom di via Bagutta 12