I maestri vetrai nella fornace Venini sull'isola di Murano (foto Lucrezia Roda)
I maestri vetrai nella fornace Venini sull'isola di Murano (foto Lucrezia Roda) 

Venini, dove la storia conversa con i nuovi autori

Un volume racconta i cento anni della fornace veneziana che fece incontrare la tradizione del vetro con nomi come Scarpa, Ponti, Sottsass

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«Venini fa parte delle meraviglie dell’umanità. Calma e saggezza di un chiaro artigianato, puro e intatto nel tempo, incorruttibile dalla violenza delle mode, un esempio e una testimonianza di perfezione». E forse non ci sono parole migliori di quelle usate da Alessandro Mendini per riassumere la storia e lo spirito della celebre fornace di Murano.

Per approfondire il significato creativo e culturale di questo marchio arriva in libreria Venini. La magia del vetro (Rizzoli, 256 pp., 90 euro). Un viaggio che racconta i primi cento anni di Venini, da quando l’avvocato milanese Paolo Venini fonda nel 1921 con l’antiquario veneziano Giacomo Cappellin la fornace Vetri Soffiati Muranesi Cappellin Venini & C., l’antenata dell’attuale azienda che oggi fa parte del gruppo Damiani. La vetreria diventa subito un laboratorio di idee che ha il merito di far incontrare la millenaria arte vetraria veneziana con il pensiero dei più importanti esponenti del design e dell’architettura tra i quali ad esempio Carlo Scarpa, Gio Ponti, Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Tadao Ando e Peter Marino.
Venini. La magia del vetro (Rizzoli, 256 pp, 90 euro), con il vaso Fazzoletto di Fulvio Biancone e Paolo Venini
Venini. La magia del vetro (Rizzoli, 256 pp, 90 euro), con il vaso Fazzoletto di Fulvio Biancone e Paolo Venini 
Il volume curato da Federica Sala si suddivide in dieci sezioni che, anche grazie alle suggestive fotografie di Lucrezia Roda e alle immagini d’archivio, illustrano l’universo Venini attraverso i pezzi storici, il colore, le trasparenze, le lavorazioni a caldo e a freddo, i filoni creativi come l’Erbario e il Bestiario, le declinazioni dei vetri per la tavola, la luce e le opere da collezione. Si procede «non per cronologie o alfabetismi», sottolinea la curatrice nell’introduzione ma «mettendo insieme, suddivisi in capitoli tematici, una selezione di alcuni tra i pezzi che dal 1921 a oggi continuano a rinnovare la magia del vetro, facendo rimanere come bambini con gli occhi sgranati davanti alle mosse sapienti di un prestigiatore».
Il vaso Pyros di Emmanuel Babled, un pezzo unico del 2016 (foto Lucrezia Roda)
Il vaso Pyros di Emmanuel Babled, un pezzo unico del 2016 (foto Lucrezia Roda) 
E sono proprio le mani degli artigiani le protagoniste perché «custodiscono una tradizione millenaria fatta di gesti, segreti, magia, e una capacità tecnica che mettono alla prova ogni giorno per raggiungere livelli sempre più alti di arte e perfezione, di cura dei dettagli, di innovazione», sottolinea Silvia Damiani, «un valore artigianale unico, fatto a mano e in Italia, irripetibile e inestimabile, che trova la sua massima espressione nella creatività e nel design che, in Venini come in Damiani, sono i pilastri su cui si fondano il nostro stile e la nostra personalità».