L'ingresso dello studentato milanese in via Balilla di Alfonso Femia @StefanoAnzini
L'architettura come fattore abilitante di trasformazioni sociali e nuovi stili dell'abitare. Due architetti italiani, Andrea Boschetti e Alfonso Femia, raccontano i loro progetti e il loro punto di vista
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Anche per un tema di cronaca come il problema delle case per gli studenti, la storia dell’architettura offre i suoi esempi: la Baker House, il dormitorio a serpentina che Alvar Aalto ha disegnato per il MIT, in Massachusetts, negli anni Quaranta; il modernista Florey Building, progettato da James Stirling per il Queens College di Oxford; o il Peabody Terrace, il complesso residenziale di Josep Luís Sert, anno 1964. Lo stesso in cui Giancarlo De Carlo veniva incaricato del piano regolatore di Urbino, città per la cui nuova università progetterà, dall’anno seguente, il campus universitario.
La Baker House progettata da Alvar Aalto negli anni Quaranta per il MIT
E anche oggi, gli esempi griffati non mancano. Collezionano riconoscimenti, per esempio: il King’s College di Cambridge, Feilden Clegg Bradley Studios ha appena terminato 84 alloggi per studenti e borsisti, la Stephen Taylor Court, a basse emissioni di carbonio con ampie zone verdi e aree comuni in una nuova comunità a sud-ovest della città. E a Parigi, 15 esimo arrondissement, la trasformazione di un edificio per uffici in uno studentato a opera di NZI Architectes.
Gli alloggi per studenti di NZI Architects realizzati a Parigi
«Mi auguro che questo clamore serva a ripensare, anche a livello progettuale, la possibilità di realizzare abitazioni accessibili, a partire dai costi, abitazioni flessibili, nell’uso e nelle tipologie, e abitazioni sostenibili. È necessario interrogarsi sui nuovi paradigmi dell’abitare, per accogliere nuove strutture sociali, nuovi servizi, nuove modalità progettuali e costruttive». Andrea Boschetti di Metrogramma sta realizzando, ben prima che il tema del caro affitti per le case degli studenti (e non solo) entrasse nella discussione comune, uno studio di scenario europeo che sarà pubblicato il prossimo settembre sul tema di quella che in Europa viene chiamata affordable house per la rivista IQD. Un tema che va affrontato sia dal punto di vista progettuale che politico.
«Il tema casa è nodale perché intreccia questioni fondamentali come il diritto allo studio, il dovere dell’accoglienza, il consumo del suolo. In Europa alcuni Paesi lo hanno capito, introducendo canoni calmierati, alzando gli oneri fiscali per le proprietà lasciate inabitate, ma anche sperimentando nuove soluzioni residenziali.
Gli interni del Stephen Taylor Court, progettato da Feilden Clegg Bradley Studios in una nuova comunità a Cambridge
A Friburgo, per esempio, hanno realizzato un quartiere per 5000 abitanti con soli 100 posti auto. Chi abita lì, sceglie una casa, ma anche una comunità e un modello di vita. E poi c’è tutto il New European Bauhaus che ha lo specifico obiettivo di pensare a spazi di vita virtuosi in linea con il Green Deal Europeo».
A Biumo Inferiore (Varese) Alfonso Femia, studio di architettura internazionale con sede a Genova, Milano e Parigi, che ha già affrontato i Docks di Marsiglia, Le Spot a La Ciotat e, in Italia, il quartier generale a Roma del Gruppo BNL/BNP Paribas, i Frigoriferi Milanesi e The Corner a Milano, sta restaurando la dimora storica Casa Frasconi per ridestinarla a studentato, mentre l’edificio adiacente, ospiterà sia uno studentato che residenze private.
Il progetto di Alfonso Femia per le residenze per studenti ad Asniéres-sur-Seine (Parigi)
«Con questo progetto abbiamo voluto lavorare sul contesto urbano, favorendo l’interazione di gruppi eterogenei di cittadini, per ottenere risultati di mutuo beneficio nel tempo, mitigando solitudine e isolamento. Responsabilità progettuale e generosità ispirano lo sviluppo del pensiero architettonico». Vale per Biumo, quello che ha detto Alfonso Femia, e vale per altri progetti: come il piano per residenze e alloggi per studenti ad Asniéres-sur-Seine (Parigi).
Il particolare della facciata dello studentato nei pressi della Bocconi di Alfonso Femia
A Milano, Femia ha trasformato un immobile degli anni Cinquanta in una residenza studentesca. Si tratta del San Giovanni Housing vicino al campus dell’Università Bocconi, in prossimità del Parco della Resistenza. Architetture destinate a soddisfare bisogni e trasformazioni urbane e sociali, progetti di rigenerazione urbana frutto di un’accurata analisi socio ambientale, studiati per essere flessibili all’evoluzione dello scenario sociale. Eppure, nonostante questa volontà di rafforzare il concetto di comunità, spazi condivisi, per studenti o per anziani, la cronaca registra una crescita del business degli alloggi per fuorisede che sta occupando una fetta sempre più grande degli investimenti immobiliari.
«Il rischio che diventi un trend e un business è reale», continua Boschetti. «Se progetti studentati con servizi annessi, dalle palestre al negozio, è naturale che i prezzi comunque salgano. Gli architetti possono fare molto sulla progettazione dei servizi ma arricchendo il contesto, la città. Anche la sperimentazione di nuove tipologie per la casa è fine a sé stessa se manca il contesto.
L'esterno di un edifcio del Stephen Taylor Court, progettato per basse emissioni di carbonio e durare nel tempo
Per quanto mi riguarda non ci può essere sperimentazione, studio di nuovi modelli di abitare, senza la parte azione dei futuri residenti. Il coinvolgimento dei cooperatori come generatori di sviluppo sociale è un altro asset fondamentale. Solo così l’architettura può diventare fattore abilitante per favorire i nuovi tipologie dell’abitare, e si recupererebbe la funzione originaria dell’architetto che è poi migliorare vita di tutti in modo democratico».