Il salone Lili Boulanger di Villa Medici, dove India Mahdavi ha sistemato il pianoforte di Debussy ritrovato in uno stanzino (foto François Halard)
Il Rinascimento pop di India Mahdavi
di Fiorella Minervino
Villa Medici si veste di nuovo. A curare l’allestimento delle stanze un’architetta franco-iraniana che ama il colore. Italiano
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Si proclama poliglotta e policroma perché si ispira a culture e luoghi diversi come un camaleonte che muta colore di continuo. India Mahdavi, architetta franco iraniana, designer di arredi e di interni, scenografa, è nata a Teheran nel 1962, ha una formazione francese e americana e un importante studio a Parigi aperto dal 2000. Da due anni, si occupa di Villa Medici, una committenza prestigiosa e impegnativa che va sotto l’ambizioso titolo Restituire l’incanto a Villa Medici. La splendida Accademia di Francia dal 1803, fondata a Roma nel 1666 da Luigi XIV nel cinquecentesco palazzo sul Pincio, è stata residenza temporanea di artisti, artigiani, scienziati, figure illustri.
Fra i direttori del passato vanta, nell’Ottocento, i pittori Jean-Auguste-Dominique Ingres e Horace Vernet; nel XX secolo, l’artista Balthus; e fra gli ospiti lo storico dell’arte André Chastel. Un’eccellenza che dipende dal Ministero della cultura francese. Di recente, il direttore Sam Stourdzé ha chiamato per quello che ha definito ‘il primo Capitolo dell’incanto’ la Maison Fendi, che ha ridisegnato i saloni di rappresentanza a livello dei giardini.
Un progetto che terminerà nel 2025 nato per promuovere il design e artigianato e rivalutare il ricco patrimonio di Villa Medici.«Mi sono ispirata al giardino all’italiana, ai suoi colori, alle aiuole che si scorgono dall’interno del parco di sette ettari» dice. «Ho cominciato con molta umiltà, ma senza timidezza, e con lentezza ho cercato di penetrare lo spirito del luogo, esplorando ogni dettaglio delle camere, sale, mobili, sedie, tavoli... Per entrare nell’anima dell’istituzione, ho collaborato con Mobillier Nationale». Il risultato è scenografico, intriso della memoria di chi vi ha abitato e con uno sguardo aperto ai materiali. «Mi sono ispirata alle ville medicee fiorentine da cui il cardinal Ferdinando proveniva», continua. «E aggiunto un po’ di calore domestico con l’aiuto del colore ad ambienti spartani». Sono le tre stanze del Cardinale e le tre per ospiti che l’architetta ha ribattezzato Claude Debussy, che qui compose quattro opere, Galileo Galilei, che soggiornò tre volte, e Lili Boulanger, prima donna compositrice all’Accademia. Mahadavi ha aggiunto tappeti con giometrie e contrasti cromatici azzardati.
La camera delle Muse di Villa Medici, reinterpretata secondo lo stile di Mahdavi con tappeti dai colori squillanti e complementi contemporanei (foto François Halard)
Nella Stanza delle muse del cardinal Ferdinando ha aggiunto i suoi sgabelli verdi Bishop: un accenno di contemporaneo là dove si vede il ritratto del de Medici. Tinte tenui per le altre stanze del Cardinale, dove mobili, arazzi, dipinti sono stati restaurati. «Il verde intenso me lo hanno suggerito le siepi», rivela. Per la stanza Debussy ha pensato invece al suo Chiaro di luna, preferendo colori acidi e materiali a intarsi in legno citazione degli studioli del Cinquecento, aggiungendo un desk con giradischi per ascoltare le sinfonie. Per le stanze ha disegnato letti a baldacchino sollevati su plinti, così da ammirare il panorama di Roma senza alzarsi da letto. Mahdavi parla di Rinascimento Pop: «In uno stanzino ho ritrovato il pianoforte di Debussy e l’ho inserito nel salone Lili Boulanger», che è una delizia di imbottiti in raso giallo intenso, su tappeto a losanghe rosa scuro, con tavolini gialli verdi, e la scultura antica accanto.
India Mahdavi, l'architetta franco-iraniana che ha curato il progetto d'interni di Villa Medici, sede romana dell'Accademia di Francia
Una scenografia che valorizza le collezioni di antichità, dipinti e arazzi di Gobelins. E ora, via al ‘terzo Capitolo dell’incanto’ con designer e architetti scelti tramite bandi, che lavoreranno con artigiani per offrire nuove identità alle altre stanze degli ospiti.