Saint-Tropez a Cannes L'Ondine, sulla Croisette di Cannes, adesso appartiene al marchio Saint-Tropez Vilebrequin, che lo ha affidato all'interior design Vincent Darré
Arte, alberi e prati fino all’acqua, strutture e colori naturali in sintonia con il paesaggio rispettosi dell’ambiente. Ma anche app per prenotare i servizi e tutta la tecnologia per migliorare la qualità dell’esperienza. Idee e progetti sulla linea di frontiera tra terra e mare
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
Come disegni dalle geometrie perfette. Legni, teak, soffici cuscini per i lettini, tende in materiali naturali, vernici ecologiche. Armonie di colori e simmetrie. Gli ombrelloni visti dall’alto all’alba di una qualunque mattina d’estate raccontano la spiaggia come uno spazio ordinato e misurato, qualcosa che va perdendosi col passare delle ore, ma che per ogni giorno che comincia, si ricompone nello stesso modo. È il posto dove si impara a eliminare tutto quello che non è essenziale e dove anche un bagaglio a mano può sembrare ingombrante. Quella linea di frontiera davanti al mare ha attirato designer e grandi architetti fin dalla metà del Novecento. Negli ultimi tempi anche paesaggisti, esperti dei mondi vegetali.
Sul prato Ficò, a Marina di Marittima, in Salento, con la sua spiaggia-prato: è uno degli stabilimento vincitori di Best Beach
Uno degli stabilimenti vincitori del concorso Best Beach organizzato ogni anno dal portale specializzato Mondo Balneare ha premiato Ficò, una struttura di Marina di Marittima, vicino a Castro, nella Puglia salentina, che ha sistemato le sdraio su un particolare prato costiero fatto di paspalum vaginatum, «piante che si alimentano con l’acqua salmastra dei pozzi artesiani», spiega Alberto Peschiulli, 59 anni, designer paesaggista di Lecce. È sempre lui che ha progettato, all’interno dei bagni Ficò di Marina di Marittima, un giardino giapponese, il karesansui, o giardino secco. «Una zona rocciosa con poca terra e con piante autoctone capaci di resistere anche alle mareggiate invernali che arrivano da nord est con venti importanti. Un giardino giapponese, così come un prato in riva al mare, rispondono a un bisogno di armonia e di riconnessione all’ambiente».
I bagni Ficò di Marina di Marittima ospitano anche un giardino giapponese, il karesansui
Nello stabilimento salentino, piante di fico e della macchia mediterranea completano i percorsi relax. «Abbiamo cercato di combinare le scelte ambientali», spiega Pasquale Toma che con Luigi Montunato gestisce lo stabilimento, «evitare la plastica monouso, servire le bevande alla spina in borracce o bicchieri biodegradabili, creare un ambiente che dai colori alle forme fosse in armonia con il territorio a cui apparteniamo». Per farlo si sono affidati a studi di design e architetti della zona e ad artisti che hanno realizzato opere ad hoc per gli ospiti dello stabilimento. Nel 2022 la spiaggia che si è aggiudicata nel Best Beach la sezione design (quello di quest’anno verrà assegnato a settembre) è un piccolo stabilimento balneare palermitano, il Lidò nella zona di Addaura, il primo tratto di strada costiera venendo da Mondello, il cui progetto è stato in gran parte curato da Sara Semilia, architetto: «Abbiamo scelto il legno, rinunciando alle impalcature di metallo per le pedane sulle rocce, vernici ecologiche, colori bianchi e blu, linee essenziali e leggere, ombrelloni piccoli che non impattano sul paesaggio e le atmosfere dei bagni come una volta, una versione romantica, classica ed essenziale delle cabine e delle attrezzature che si rifanno alle casette a righe portoghesi o, per restare, in Italia alla Viareggio della metà Novecento».
Marbella privata Natura dominante, ma anche lo stile Fendi, che firma la sua prima spiaggia privata a Puente Romano con mobili, tessuti e stoviglie
Conta smarcarsi. Tanti sono gli esempi all’estero: in un celebre stabilimento di Cannes, Vilebrequin ha affidato all’interior designer Vincent Darré elementi di décor realizzati su misura per richiamare i codici che caratterizzano l’immagine del celebre creatore di costumi nato a Saint-Tropez. Di certo, sono sempre di più gli studi di architettura che progettano gli affacci al mare di grandi resort.
Dall’Oberoi Beach Resort di Dubai realizzato dal team di Piero Lissoni, al Daios Ceve Luxury Resort di Creta, e all’One&Only Portonovi nella baia di Boka in Montenegro, solo per citarne alcuni.
Biodiversità a Dubai L'Oberoi Beach resort di Al Zorah, vicino a Dubai, firmato da Piero Lissoni, accorda architettura e natura: sorge in una foresta di mangrovie di ricchissima biodiversità
Ma per guardare in casa nostra, anche i piccoli stabilimenti disseminati lungo gli oltre tremila chilometri di spiaggia sabbiosa occupati al 42 per cento (fonte: rapporto Legambiente 2019) da cabine, lettini e supporti da sole e relax, hanno bisogno di cura nel progetto. Tanto più che, secondo uno studio di Unioncamere, gli stabilimenti in Italia sono oltre 7.100, un numero cresciuto negli ultimi anni soprattutto nel sud. «Il design oggi fa la differenza in un panorama che da noi è ancora molto omogeneo», spiega Alessandro Lombardini, dello studio Beach design con sede a Sant’Arcangelo di Romagna, Rimini e Bellaria. «Noi abbiamo cominciato 15 anni fa.
Capri a perdita d'occhio Non spiaggia ma terrazza con splendida vista sul mare per il Capri Hotel, che per i suoi esterni si affida ai mobili di Tectona Paris Oggi la tendenza è cercare soluzioni sostenibili, abbandonare i colori sgargianti collegandosi alle tinte del paesaggio, lasciare i richiami esotici per tornare alle atmosfere mediterranee anni Cinquanta senza rinunciare alle comodità che offre la tecnologia». Dalle app per le prenotazioni, agli ombrelloni con collegamenti a bar e ristoranti per il servizio in spiaggia. Tra gli oscar assegnati nel 2022 da Mondo Balneare, portale che offre anche annunci su personale e attrezzature di seconda mano, come spiega il direttore Mauro Oddone, al secondo posto nella sezione design si è classificato il Lido Spa Resort di Albissola Marina, in Liguria, e al terzo il Lido Sabbia d’oro di Scanzano Jonico in Basilicata.
In Liguria Il Lido Spa Resort di Albissola Marina in Liguria. Oltre alla spa e al wi-fi su tutta la spiaggia, è attrezzato per accogliere disabili e ha sedie job per assistere l'ingresso in acqua
«Ombrelloni beige, cabine private in legno bianche e azzurre, un ingresso che va dai 10 ai 50 euro a seconda dei servizi richiesti», spiega Giovanni Siri di Lido Spa Resort. «Abbiamo intorno alla piscina alberi di ginseng e palme, puntiamo anche sull’arte con mosaici d’autore, per gli arredi del ristorante, dai tavoli alle sedie alle lampade ci siamo affidati a Kartell. Anche se avvertiamo l’incertezza del momento per le assegnazioni dei bandi, io continuo a investire».
In Sicilia Il Lidò a Lido Adduara, tra Palermo e Mondello. Con la sua spettacolare pedana lignea appoggiata sulle rocce, ha vinto il premio Best Beach per la sezione design A Forte dei Marmi Il Beach Club dell'Augustus a Forte dei Marmi e le terrazze della Nave, immerse nella pineta, camminamenti terrazzati che ricordano i ponti delle navi, con i cuscini a righe firmati Gallo