Jerusalem Design Week: al via il progetto verità

Nohlab, in-line v.2, Intervals Fest - Immagine di Nohlab
Nohlab, in-line v.2, Intervals Fest - Immagine di Nohlab 
Fake news, bugie e falsità sono il tema della settimana del design di Gerusalemme per riflettere sul ruolo del design
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Fake news, bugie e falsità sempre più diffuse sia nel mondo digitale che analogico, un tema che può essere analizzato anche dal punto di vista del design. È quanto ci vuole dimostrare la dodicesima edizione della Jerusalem Design Week, in programma all'Hansen House Center for Design, Media and Technology di Gerusalemme dal 22 al 29 giugno. 

Con il titolo Lies and Falsehoods, la manifestazione intende riflettere da un lato sulla diffusione di fake news, video e immagini false e disinformazione nel mondo digitale, e come queste influenzino anche la realtà, dall'altro vuole esplorare il ruolo dei designer in questo contesto, esaminando l'importanza dell'illusione e della trasparenza nella pratica del design. 
Agency For Unseen Sights, Esmee Willemen
Agency For Unseen Sights, Esmee Willemen 
Ecco quindi che compaiono ombre imponenti e ingannevoli sulla facciata dell’edificio con proiezioni di luce e nebbia che creano uno spazio tra tangibilità e immaterialità e un'installazione di tessuti per ricreare la morbidezza delle nuvole. Esempi di quanto si vedrà in una settimana caratterizza da un ricco cartellone di eventi che toccano diverse discipline del design, tra mostre, installazioni e progetti firmati da creativi israeliani e internazionali.
Progetto ‘Matchmaker’ per la Jerusalem Design Week 2022
Progetto ‘Matchmaker’ per la Jerusalem Design Week 2022 
Non mancano poi progetti come un laboratorio di stampa performativa per la produzione di magliette, un set fotografico automatizzato per scattare foto ai visitatori e stand con "profeti" e "generatori di profezie" che offriranno verità e menzogne sul passato e sul futuro dei visitatori.
La Jerusalem Design Week espone anche collaborazioni uniche tra designer, istituzioni culturali ed enti di formazione. Ci saranno mostre che esplorano la tassidermia, il design di leva e la relazione uomo-natura, nonché un’esposizione di manifesti che esplorano il concetto di verità e menzogna utilizzando solo i colori bianco e nero.
Maya Kaplan, Bound to move, foto di Brianna Pecsok
Maya Kaplan, Bound to move, foto di Brianna Pecsok 
Quest’anno, il progetto Matchmaker si concentra sui miti urbani di Gerusalemme, mettendo in contatto designer, guide turistiche e storyteller, per creare nuovi souvenir sorprendenti legati ai siti storici e alle storie della città. La Jerusalem Design Week si impegna ogni anno nella commissione e nel sostegno di nuove opere e progetti di design non commerciali. Durante la settimana, il Hansen House sarà riempito da numerose performance, mostre e progetti provenienti da diverse discipline del design. 
In collaborazione con il corso di laurea in Moda e industrie creative dell’università Iulm di Milano