Se arte e architettura ci rendono persone migliori

Se arte e architettura ci rendono persone migliori
Alle Procuratie Vecchie firmate dal Premio Pritzker 2023 David Chipperfield, un percorso interattivo pensato da Migliore+Servetto fa scoprire le nostre potenzialità. E le trasforma in un'opera d'arte
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Nel brulicare continuo di piazza San Marco si rischia persino di non vederlo. Una piccola indicazione la si trova una cinquantina di metri prima, ma, bisogna dirlo, l’ingresso delle Procuratie Vecchie , a un anno dalla loro apertura, è ancora seminascosto.

L’ex palazzo dei Procuratori di San Marco, la carica più prestigiosa dopo quella del Doge, e sede italiana di Generali fino al 1989, rimesso a nuovo grazie al progetto di David Chipperfield che nel frattempo si è aggiudicato il Premio Pritzker 2023, è ancora un luogo da scoprire, se qualcosa può essere ancora scoperto, a Venezia.
Una volta la settimana, per esempio, si aprono le terrazze dell’ultimo piano. Nelle giornate di sole, la pietra rossa veneta voluta da Chipperfield rende ancora più inclemente il caldo lagunare, ma la vista è impagabile, ché sembra toccare il campanile e le cupole di San Marco con un dito.
La vista che si gode dalle terrazze all'ultimo piano delle Procuratie Nuove.
La vista che si gode dalle terrazze all'ultimo piano delle Procuratie Nuove.  
Il privilegio di stare nella Piazza, non lo stipendio che per altro non ricevevano, è d’altra parte quello di cui godevano gli antichi Procuratori, responsabili dell’amministrazione della Basilica, dell’esecuzione dei testamenti, e della cura di poveri e orfani. Una vocazione “sociale” mantenuta nelle Procuratie Nuove, oggi casa di The Human Safety Net del Gruppo Generali, la rete di ONG, imprese sociali ed esperti che da più di cinque anni lavora in in 24 Paesi, dall’Europa all’Asia all’America Latina, per trasformare l’esistenza di persone che vivono in situazioni critiche.
L'ingresso del percorso della mostra permanente A World of Potential di The Human Safety Net
L'ingresso del percorso della mostra permanente A World of Potential di The Human Safety Net 
Non era facile mettere in mostra un percorso che invece di opere ha l’ambizione di guidare alla “scoperta di sé”.  A World of Potential ci permette di fatto di mettere alla prova le nostre capacità di esseri umani, dalla curiosità alla capacità di concentrazione, dall’empatia alla gratitudine, dalle abilità creative ed emotive a quelle altruistiche, dalla speranza all’intelligenza. Capacità utili a metterci in connessione con il Pianeta, e forse a essere persone migliori.
La biblioteca di The Human Safety Net
La biblioteca di The Human Safety Net 
L’esperienza che si snoda attraverso diverse postazioni interattive, secondo un percorso, analogico e digitale, è stata concepita dallo studio Migliore+Servetto con la direzione artistica di Rampello & Partners. «L’arte e la cultura servono per conoscerci meglio, la casa di The Human Safety Net lo dimostra», dicono Ico Migliore e Mara Servetto.
La grande scala centrale che segna l'interno delle Procuratie Nuove secondo il progetto di David Chipperfield. Foto Alberto Parise
La grande scala centrale che segna l'interno delle Procuratie Nuove secondo il progetto di David Chipperfield. Foto Alberto Parise 
«Abbiamo lavorato a uno spazio che esprimesse un nuovo concetto di ospitalità e forte identità, capace di accogliere in modo empatico ogni visitatore, con ritmi e tempi diversi, reinterpretando i simboli chiave – nido, tavolo, specchio – in un rimando costante di materiali, disegno e ambienti, in cui la ricchezza della cultura e del territorio veneziano resta un ampio patrimonio a cui attingere».
L'installazione che mette alla prova l'abilità di connettersi con il prossimo della mostra permanente A World of Potential / The Human Safety Net
L'installazione che mette alla prova l'abilità di connettersi con il prossimo della mostra permanente A World of Potential / The Human Safety Net 
Dal mondo della nautica arriva per esempio l’i-Mesh, materiale che gli architetti hanno utilizzato per l’intreccio che compone il tunnel introduttivo, tunnel che è una sorta di presentazione dei valori della Fondazione, prima di cominciare a sfidare noi stessi nel multiscopio della curiosità, nella stanza della concentrazione dove ci attendono delle palline da far levitare con la “forza della mente”, in quella dell’intelligenza sociale e della gratitudine, fino all’installazione in cui si sperimenta la nostra capacità di “vincere insieme”.
E se tutto sembra un gioco, si sappia che i curatori Orna Cohen e Andreas Heinecke, di DSE - Dialogue for Social Enterprise, hanno ricavato i temi valoriali (creatività, gentilezza, perseveranza, gratitudine, curiosità, speranza, intelligenza sociale, lavoro di squadra) dalle ricerche scientifiche condotte dagli studiosi americani Martin Seligman e Christopher Peterson nei primi anni 2000 hanno sviluppato il metodo VIA (Values in Action),  basato sull’idea che i nostri punti di forza caratteriali possano essere allenati e sviluppati. Così come non è un semplice gioco l’opera di Arthur Duff, che fino al 10 marzo 2024 accoglierà i visitatori dell’Art Studio, l’ultima tapa di questo percorso conoscitivo. Perché con The Hungriest Eye. The Blossoming of Potential, questo il titolo dell’opera, i nostri punti di forza potranno essere trasformati in una rappresentazione artistica grazie all’utilizzo di un sistema laser che crea forme uniche in un caleidoscopio di luci.
Basta inserire il biglietto, e le nostre potenzialità si materializzeranno di fronte a noi, in un’esplosione di forme e colori, ispirata alle xilografie giapponesi ottocentesche che raffiguravano i fuochi d’artificio. La cosa, state sicuri, vi sorprenderà, increduli di fornte a questo mandala inetrattivo e davanti al quale viene da chiedersi: "Ma quella cosa così bella sono davvero io?" .