La biennale del design conquista Venezia

La mostra allo spazio Sparc. Foto di Giacomo Gandola
La mostra allo spazio Sparc. Foto di Giacomo Gandola 
Una mostra collettiva, quattro sedi espositive e progetti collaterali organizzati da aziende, gallerie e designer con installazioni diffuse tra i calli. La quarta edizione di Venice Design Biennial, in scena fino al 18 giugno, ripensa il concetto di esotismo
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È Auto-Exotic il tema della quarta edizione di Venice Design Biennial, il festival del progetto che accompagna il primo mese della Biennale di Architettura, curata quest’anno da Lesley Lokko.

Diffuso per la città alla scoperta di volta in volta di location inedite tra le calli, è l’iniziativa che dal 2016 espone a Venezia il design contemporaneo e internazionale, riunendo talenti emergenti e progettisti già affermati, tra produzioni industriali, edizioni limitate o pezzi unici raccolti in installazioni site-specific e mostre collettive.

Fondata e curata da Luca Berta e Francesca Giubilei, quest’anno Venice Design Biennial ha scelto di parlare del tema dell’esotismo attraverso i molteplici punti di vista di designer che per ricerca personale o per origini o, ancora, per attitudini creative, si sono confrontati con il significato di “esotico” in una geografia delle arti estremamente cambiata nell’arco dello scorso secolo, in seguito a capitalismo e post globalizzazione. Un’indagine non più legata a un orizzonte fisico ma a una dimensione interiore, che risente delle proprie radici culturali, ritrovando nella sensibilità dell’individuo il significato di “altro”.

 

«Auto-Exotic è un termine ideato per descrivere l'approccio al design che volevamo presentare in questa quarta edizione della Venice Design Biennial: uno sguardo curioso, affascinato dalla diversità che si può scoprire nei luoghi e nelle comunità più prossime a noi, anziché ricercarla  in qualcosa di geograficamente lontano, come è stato fatto nei secoli passati», dicono Luca Berta e Francesca Giubilei, curatori e fondatori del progetto. «Esotico oggi è ciò che ci riconnette alle tradizioni che sentiamo di perdere, mentre le mescoliamo al futuro che dobbiamo reinventare».

Kitchen, foto di Veronika Motulko. Auto-Exotic Kitchen, progetto curato da Alessandro Mensi
Kitchen, foto di Veronika Motulko. Auto-Exotic Kitchen, progetto curato da Alessandro Mensi  

La mostra collettiva Auto-Exotic presenta le opere di oltre 70 designer internazionali tra quattro sedi espositive. SPARC* - Spazio Arte Contemporanea – location espositiva in Campo Santo Stefano ricavata in un tradizionale appartamento veneziano – raccoglie nelle sue stanze alcuni progetti di ricerca di designer internazionali incentrate su tematiche che spaziano dalla ricerca del senso dell’esotico nelle proprie origini (Voodoo Shadow di Lionel Jadot) al recupero di antiche lavorazioni artigianali per nuove sperimentazioni (Kew di COTH Studio o Silent Spring di Zakaria Rugs), all’indagine di forme di spazio costruito per habitat flessibili e replicabili (Tele-Nomadic Sheltering Unit di Anna Resei), al progetto artistico di una cucina auto-esotica (che sarà permanente all’interno dello spazio espositivo).

La mostra allo spazio Spuma - Space for the Arts - sull'isola della Giudecca
La mostra allo spazio Spuma - Space for the Arts - sull'isola della Giudecca  

 

All’Isola della Giudecca, presso SPUMA - Space for the Arts, vecchio birrificio Dreher riconvertito in spazio di archeologia industriale, i 19 contributi esposti sul tema Auto-Exotic hanno dato origine a ricerche molto personali sul significato di “altro”: un mobile che evoca la natura attraverso l’uso di particolari lavorazioni del metallo (Genesi di Andrea Grecucci per Vaspaar), un misterioso “giardino segreto” ispirato al Labirinto di Borges sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia (The Secret Garden di Barbara Schweizer), uno spazio tenda che rappresenta in modo fisico la condizione dei nomadi moderni alle prese con il dilemma dello sradicamento (The Thorn Bird Projects di Studio Mau Mau), interpretando il concetto di queer, magia, rapporto con il passato, spesso con tecniche artigianali. E dando vita a un paesaggio vario che trae dalla diversità di punti di vista forza espressiva e di significato.

San Sebastiano. Foto di Giacomo Gandola
San Sebastiano. Foto di Giacomo Gandola 
San Sebastiano. Foto di Giacomo Gandola
San Sebastiano. Foto di Giacomo Gandola 

 

A Dorsoduro, Fondamenta Briati 2371, la Bocciofila San Sebastiano, luogo autentico e genuino dove i veneziani passano il tempo giocando a bocce, ha ospitato un’altra sezione della mostra Auto-Exotic, con pezzi di oltre 20 designer, italiani e internazionali: Aina Kari, Alissa Volchkova per SWING Design Gallery, Alves Ludovico, Anna Jožová per Umprum, Anna Resei, Corpus Studio, Duyi Han, Elena Salmistraro per Scapin Collezioni, Ebba Lindgren, Estúdio Bloco A + Johé Bruneau, Francesco Maria Messina, Go?ngzuò by Alessandra Negri, Heger et Demumieux, Joseph Algieri, Leo De Carlo per Vetralia Collectible Logua Family by Julia Ionova, Lucia Massari, Nicola Di Froscia, Steven K. Tucker per Abbozzo Gallery, Paolo Marasi, Polymorf, Riccardo Rizzetto, Tadeáš Podracký. 

Il Lido. Foto: Giacomo Gandola
Il Lido. Foto: Giacomo Gandola 

 

Tra le location espositive anche il Lido di Venezia e precisamente il Des Bains 1900 Luxury Beach Club. Nella spiaggia dello storico Hotel Des Bains, che fa da sfondo al libro Morte a Venezia di Thomas Mann (e all’omonimo film di Luchino Visconti), uno dei Tucul, insolita cabina da spiaggia in legno con tetto in paglia, ospita la scultura in cotone e acciaio Elopement Rhapsody di Lin Fanglu per Objective Gallery, la ciotola in vetro di Murano Stua di Ludovica+Roberto Palomba per Purho Studio, l’opera Tripod in ceramica stampata in 3D, sughero e cemento di Polymorf, il tavolino in Marmo di Rima Domus Pompeii Efebo di Roberto Sironi per Carwan Gallery, e il tavolino in sabbia Ocean Articulated di Studio Eidola.

 

Accanto alla mostra collettiva, anche molti eventi collaterali sparsi nella città, tra cui Materica. Tra design e saper fare, un progetto espositivo di [e]Design Festival, a cura di Paola Bellin e Luciano Setten, con oggetti che comunicano la re-invenzione dei materiali tradizionali: vetro, plastica, tessuto, legno, acciaio, ceramica, marmo, pensati e proposti in forme espressive frutto di contaminazioni e sinergie. Venti i designer selezionati.

Appuntamento a Venezia fino al 18 giugno 2023. @venicedesignbiennial www.venicedesignbiennial.org