Luigi Fammiano:"Vi racconto il design sartoriale di Riflessi"

Luigi Fammiano, foto di Simon171
Luigi Fammiano, foto di Simon171 
"Dalle 700-800 sedie prodotte nel 2016 siamo arrivati alle 28mila nel 2022, di cui il 20 per l'export", spiega il presidente dell'azienda fondata in Abruzzo. Che è cresciuta puntando anche sui giovani
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Una sartoria. Così il presidente di Riflessi definisce la sua azienda, che realizza prodotti come abiti da indossare, eleganti, sofisticati, confezionati con cura. Luigi Fammiano li conosce uno a uno, ne descrive i dettagli attenti, persino rievoca la sensazione al tatto dei legni, delle ceramiche, dell'alluminio. Passione, molta. Non di una vita sola, ma anche di quella dei suoi predecessori, che gli hanno trasmesso i valori su cui fondare l'impresa, in Abruzzo: "Credo nei contenuti e in un lavoro costante e concreto. Il settore del design risente di molti fattori, da quelli economici e finanziari al normale cambiamento di gusti e mode. Bisogna stare con i piedi per terra e far fruttare l'esperienza della realtà. Dalle 700-800 sedie prodotte 6-7 anni fa siamo arrivati a 28.000 l'anno scorso, di cui il 20% è andato all'estero. Così l'azienda è cresciuta fino ad avere un fatturato di 23 milioni di euro con un incremento costante e un +20% rispetto al 2021".

La sede di Riflessi si trova a Ortona. Quali sono i plus di questa regione? E quali le difficoltà principali?

"Investire in Italia è un dovere che premia e alimenta il know-how del nostro Paese e tutela una lunga storia di progetto. Questa è un'azienda giovane. Rilevai una piccola impresa artigianale di specchi 25 anni fa e per molto tempo la lasciai procedere autonomamente, finché decisi di farla diventare la mia vita. Comprai dei terreni e ne potenziai la capacità produttiva per farla diventare quella che è oggi: un marchio che realizza anche tavoli, sedie, complementi d'arredo e accessori. L'Abruzzo è una grande terra con un solido legame con il territorio e i suoi prodotti, ma è anche molto forte il settore della meccanica e quello dell'automotive. Nel nostro caso produciamo in loco tutte le lavorazioni legate ai metalli, in primis l'alluminio. Tra gli ostacoli c'è la logistica: per questo abbiamo scelto di fare un lavoro di selezione della distribuzione (dai 3000 punti vendita di 10 anni fa ai poco più di 300 oggi), al fine di ottimizzare i costi, e degli agenti, in alcuni casi integrandoli con personale diretto. La razionalizzazione delle risorse è un principio generale in cui credo come imprenditore e come uomo: lo spreco significa poca lungimiranza e responsabilità e non ripaga un lavoro fatto con l'obiettivo di ottenere prodotti di grande qualità".  

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Quanti dipendenti conta Riflessi?

"Circa 50, considerando anche i sales manager. A Ortona si trova una parte di produzione, il controllo qualità, gli uffici commerciali e il reparto sartoriale appena messo a punto, in cui vengono realizzate lavorazioni a mano di personalizzazione delle sedie. L'ufficio creativo e di R&D si trova a Napoli".

Qual è il vostro punto di forza?

"La capacità di assecondare ogni richiesta di personalizzazione. È lì che vogliamo fare la differenza. Per fare questo, investiamo sui macchinari – abbiamo ben 22 stampi in schiumato – e sulla bontà delle lavorazioni, manteniamo un controllato approvvigionamento di materiali e possiamo contare su una rete di partner esterni, pochi e selezionati, che rappresentano un valore aggiunto per la reattività nelle customizzazioni e per la qualità alta del servizio offerto. Questo crea una filiera sicura. Chi ci sceglie è esigente e vuole prodotti di contenuto ed eccellenza, realizzati secondo il proprio gusto e lo stile della casa. Per questo arriviamo spesso a creare quasi dei pezzi unici, come la madia Dolce Vita".

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Questo piace molto al contract.

"Arrediamo molti hotel e ristoranti, proprio grazie alla capacità di assecondare le richieste dei progettisti e alla nostra puntualità nelle consegne e nei rifornimenti".

Come è organizzato il sistema di distribuzione e comunicazione di Riflessi?

"Abbiamo 10 store monomarca in Italia (l'ultimo, a Palermo, verrà inaugurato ad aprile) e puntiamo a potenziare la presenza sul territorio perché crediamo in ciò che il prodotto può raccontare. Per questo abbiamo un sito web dettagliato e una rete di social network che seguono ogni novità ed evento. Inoltre crediamo nell'importanza di sostenere le comunità del territorio e le sue eccellenze, anche in campo culturale. Per esempio abbiamo supportato la Compagnia dell'Alba di Ortona, un gruppo di bravissimi attori e attrici che lo scorso febbraio si è esibito per la prima volta a Milano. È una mission per l'azienda, che in questo modo, da marchio di arredamento è diventata un brand lifestyle, rendendo tutto questo un universo con dei valori riconoscibili".

 

Ha preferito i giovani ai grandi nomi e la maggior parte della vostra collezione è firmata Riflessi Lab, un centro creativo di progettisti con ha una media di 26 anni.

"Abbiamo stabilito legami importanti con alcune università, come la Luigi Vanvitelli di Caserta, La Sapienza di Roma o la Federico II di Napoli. Facciamo tirocini formativi in azienda dove i giovani partecipano ai vari momenti della produzione oppure scelgono di approfondire un tema o, ancora, propongono dei prodotti creando qui i prototipi. Alla Federico II siamo in collaborazione con il professor Daniele Della Porta per offrire agli studenti lezioni dedicate presso i nostri partner – sulla manifattura della ceramica o la realizzazione di lampade, per esempio – utili per introdurli al mondo del lavoro. Alcuni tirocinanti restano con noi facendo fruttare tutta l'esperienza acquisita".

Lo showroom Riflessi di Milano, il primo in Italia, compie 10 anni e la Design Week è l'occasione per festeggiare questo anniversario. Quali sono le altre novità?

"I nuovi prodotti toccano tutte le tipologie della collezione. Oltre agli specchi, che si arricchiscono di forme e lavorazioni, presentiamo il tavolo Atlantis con meccanismo telescopico e allunga a libro in ceramica in continuità con il piano, un sistema di librerie modulari e un innovativo piano in ceramica con induzione integrata. E poi l'esordio nel mondo dell'outdoor, con una nuova poltroncina realizzata in cordino nautico intrecciato. Le altre novità riguardano la finitura spazzolata a mano tibetana, che viene proposta sulla madia Essenzia e sui tavolini Tris e Coffee. Si tratta di una tecnica artigianale manuale che rende ogni prodotto unico e dona un effetto vibrante e satinato sui toni del rosa antico".

Che rapporto ha con gli oggetti?

"Mi piace essere circondato da cose, perché le idee brillanti nascono da ciò che è vicino agli occhi. Ogni spunto può diventare un dettaglio: per una gamba di un tavolo, il raccordo tra struttura e piano, l'anta di un mobile contenitore. Ne discuto con l'ufficio creativo e ne facciamo materia di progetto".