Se nei tessuti che rivestono gli imbottiti spopola il soffice bouclé con le sue particolari increspature, anche nel settore dei materiali “duri” per l’arredo si vuole donare ai mobili un lato sensoriale che invita a una lettura tattile.
Il mobile bar Hayama di Patricia Urquiola per Cassina
Si spiega così il ritorno del canneté in tutte le sue declinazioni. Un motivo decorativo che spinge all’interazione poiché coinvolge il tatto, con la sua finitura a rilievo, e la vista, con la caratteristica lavorazione a righe.
Il letto Ovidio di Vincent Van Duysen per Molteni
In realtà le superfici nervate si stanno ritagliando uno spazio sulla scena degli interni anche per un altro motivo: nulla è più attuale del passato. Almeno nel design, da alcuni anni, il gusto rétro non accenna infatti a rallentare la sua corsa tra gli stili più di tendenza.
Il sistema divisorio Forest di ADL
E quindi non c’è da stupirsi del revival di questa sofisticata modanatura tridimensionale che tanto successo ha riscosso tra gli anni Trenta e Cinquanta.
Rivestimento Glace in ceramica di Ragno
Oggi si impiega con sorvegliata misura, ad esempio puntando l’attenzione su un solo mobile, oppure osando con volumi più importanti come le boiserie che rivestono intere pareti. Ma la riscoperta del cannettato si veste di novità.
Sistema Modulor di Rimadesio
La più importante è che questa lavorazione, tipica del legno, viene simulata anche dal vetro, dai tessuti e dai rivestimenti murali in ceramica.
Bancone con rigature per la cucina Lumina di Scavolini
Ne è un esempio Glacé di Ragno che nella versione con struttura 3D Rayé mette in mostra delle scanalature più o meno larghe e profonde che danno vita a un effetto “barcode” di grande impatto visivo.