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Gabriel Tan. Per B&B Italia ho reinventato l’intimità dello spazio del riposo

Gabriel Tan. Per B&B Italia ho reinventato l’intimità dello spazio del riposo
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New entry nella squadra di designer di B&B Italia, Gabriel Tan ha già al suo attivo l’IDEA Award dell’Industrial Designers Society of America, il Japan Good Design Award, il President’s Design Award.

Vivi tra Singapore e Porto, due città e due dimensioni diverse, in termini di cultura e approccio alla vita. Come concili questi due mondi?

Singapore è un paese molto giovane rispetto al Portogallo, e passando dal “nuovo mondo” al “vecchio mondo” ho potuto trovare ispirazione a ogni angolo. In termini di paesaggio naturale, architettura storica e artigianato tradizionale, Singapore aveva perso molto durante la ricerca di modernizzazione e crescita economica dopo la seconda guerra mondiale. Oggi Singapore è una città/paese bella e moderna di cui molti sono invidiosi, ma avevo bisogno di iniziare un nuovo capitolo. Ho scoperto il Portogallo solo nel 2014, all’età di 32 anni, e sono rimasto stupito dalla produzione di mobili e dalla cultura artigianale, oltre che dai paesaggi e dal clima meravigliosi. Alla fine ho deciso di trasferirmi a Porto nel 2020 per allestire un ufficio europeo per il mio studio. Porto è stata storicamente una città operaia e le persone qui sono umili e laboriose, ma il ritmo della vita e le dinamiche tra le persone erano diverse da quelle a cui sono abituato. All’inizio ho inevitabilmente portato con me la mia etica lavorativa singaporiana a Porto, poi ho imparato a lavorare entro certi limiti e trovare il tempo per altri momenti importanti della vita: per la famiglia, i miei figli, i vicini e i nuovi amici. Mi sento molto a mio agio a Porto e mi sento come se fossi entrato in contatto con nuove parti di me stesso. Penso anche che questo mi abbia permesso di sentirmi più libero dal punto di vista creativo…

La collezione Quiet Lines disegnata da Gabriel Tan per B&B Italia fotografata a villa Arconati da Tommaso Sartori

La collezione Quiet Lines disegnata da Gabriel Tan per B&B Italia fotografata a villa Arconati da Tommaso Sartori

 

Con il tuo Studio AntiMatter progetti interni per residenze private e hotel... Se dovessi definire l'anima, il linguaggio formale ed emozionale degli interni da te progettati, come lo definiresti?

La maggior parte dei progetti di interni che abbiamo completato fino a oggi sono a Singapore e, poiché Singapore è una metropoli multiculturale, ci troviamo a mescolare influenze culturali, materiali e stili diversi nella maggior parte dei nostri progetti. Cerchiamo di trovare equilibrio e armonia nell'eclettismo. Iniziamo ogni progetto da zero tanto che molti dicono che ogni progetto sembra molto diverso dagli altri: non ricicliamo idee e non abbiamo uno stile fisso, l'ispirazione viene dalle conversazioni che abbiamo, dalle osservazioni e dal potenziale dello spazio stesso. Ho studiato Design industriale, ma il corso di design all’Università Nazionale di Singapore è nato dal dipartimento di architettura, quindi ho avuto molti professori che erano architetti e ciò mi ha aiutato a considerare un punto di vista spaziale, a colmare i due ambiti degli interni e del design di oggetti/mobili.

In molte interviste hai affermato di essere molto interessato all'artigianato, alla conoscenza manuale... come intendi preservarla nel tuo lavoro di industrial designer?

Attualmente sono a Saga, in Giappone, dove sto organizzando un workshop di design per Ariake, il marchio giapponese di mobili in legno di cui sono direttore creativo. Sei designer internazionali sono qui in fabbrica per lavorare insieme agli artigiani di Ariake e prototipare la nuova collezione: hanno cinque giorni di tempo. Lo faccio perché credo che i migliori prodotti siano il risultato della chimica tra i designer e le persone che li realizzano. Per Origin Made, il marchio artigianale con sede a Porto che ho fondato con mia moglie, formiamo artigiani portoghesi affinché ricevano la stessa considerazione dei designer. Faccio del mio meglio per lasciare spazio all’artigianato nel mio lavoro di design industriale poiché credo che il tocco umano sia ciò che rende caldo un prodotto.

Che importanza ha il design nella tua vita? Quali maestri ti hanno trasmesso questa passione?

Ho scoperto il design solo quando ero nella Marina di Singapore, a 19 anni. Come la maggior parte dei ragazzi di Singapore cresciuti negli anni Ottanta e Novanta, non conoscevo il design. Stavo per diventare ufficiale navale nel 2001 quando, un fine settimana, andai alla biblioteca pubblica e mi imbattei nella sezione di arte e design. Per curiosità ho preso in prestito un paio di libri e da quel momento ne sono rimasto affascinato. Non sapevo che esistesse una professione del genere e volevo disperatamente entrarci. Ho lasciato la Marina e mi sono iscritto al corso di Design Industriale dell’Università Nazionale di Singapore. Durante il primo anno ho avuto un professore, Christian Boucharenc, che ha creduto davvero nel mio lavoro. Ha condiviso molte delle sue esperienze, dei suoi studi in Finlandia con grandi designer finlandesi e di come ha lavorato in Giappone con Toshiyuki Kita. Le lunghe conversazioni che ho avuto con lui dopo le lezioni, sul design del mobile e sulla storia del design, mi hanno fatto sognare di lavorare per grandi aziende storiche. Durante il mio secondo anno di università ho scritto a Pierre Keller dell’ECAL svizzera chiedendo se potessi partecipare a uno scambio studentesco. Disse di sì. Ho vissuto un'esperienza sconvolgente a Losanna e quell’anno sono stato anche alla Settimana del Design di Milano per la prima volta. Il mio insegnante era Barber Osgerby e ricordo che mi disse dell’importanza di essere fiducioso nei miei schizzi, di disegnarli molto più grandi e con più audacia… questo è stato stimolante.

La collezione completa Quiet Lines che Gabriel Tan ha disegnato per B&B Italia

La collezione completa Quiet Lines che Gabriel Tan ha disegnato per B&B Italia

 

Per la collezione che hai disegnato per B&B Italia ti sei concentrato sulla zona notte progettando elementi che invitano a vivere la camera da letto oltre la semplice funzione di "dormire". Quale è l’intenzione?

Ho conosciuto B&B Italia per la prima volta nel 2019 e nel 2020 ho ricevuto un brief verbale per pensare a una collezione di piccoli mobili per la camera da letto. Ho passato un anno a pensare e lavorare su questo argomento e ho presentato loro la mia proposta nel 2021 a cui sono seguiti molti cicli di prototipazione per migliorare i dettagli. L'intenzione della collezione è quella di creare metafore di riposo attraverso rituali, che poi spingano le nostre menti a rilassarsi. Le superfici imbottite in pelle creano un effetto smorzante e un suono ovattato, elementi che dovrebbero suggerire alla nostra mente di “andare a letto”. L’uso del vetro sopra la pelle garantisce invece trasparenza e durata, e permette di sistemare una tazza di tè caldo sul vetro senza preoccuparsi: è importante avere la tranquillità in camera da letto per un buon risposo.

Significa anche che dopo aver puntato per anni sul soggiorno, la zona “pubblica” della casa, è forse arrivato il momento dell’intimità?

Decisamente. Ho scoperto attraverso le mie letture e l’osservazione della mia stessa vita che camera da letto e soggiorno si sono in qualche modo fusi durante gli anni della pandemia. Le persone in tutto il mondo si ritrovano a lavorare, guardare la tv e mangiare in camera da letto, ecco perché è importante disporre di mobili che possano invitare inconsciamente al riposo.

Il design di Quiet Lines è fatto all'insegna della circolarità. Quanto è importante per te il tema della sostenibilità, in modo concreto e reale?

Mentre lavoravo ai dettagli della collezione insieme al centro R&S di B&B Italia, dovevamo decidere come sarebbe stato costruito e assemblato il prodotto. Abbiamo deciso di non saldare tutto ma di utilizzare bulloni in modo tale che ogni parte del prodotto possa essere smontata per la riparazione, cosa che prolunga la durata del prodotto. Il rivestimento in pelle è inoltre sfoderabile e può essere facilmente sostituito in caso di necessità. Infine, abbiamo deciso di non utilizzare finiture cromate a causa del suo impatto ambientale. La professione di designer ha una grande responsabilità nei confronti dell’ambiente poiché ciò che progettiamo e produciamo verrà utilizzato da molte persone per anni o addirittura decenni. Ciò significa che durante la fase di sviluppo devo spingere per tecniche di produzione più sostenibili e selezionare materiali e finiture che abbiano un impatto ambientale inferiore. Questo è diventato ancora più importante per me da quando sono padre, perché voglio che i miei figli e i loro figli ereditino un mondo confortevole e vivibile, per vivere le stesse bellissime esperienze che ho avuto con la natura e questo pianeta.

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