«Narì è la seduta per gli esterni, impilabile, con cui rileggo Serenella, una delle prime sedie da giardino in ferro battuto realizzate da mio nonno», racconta Andrea Pedrali, 23 anni, nipote di Mario Pedrali, 83 anni, fondatore nel 1963 dell’azienda Pedrali, punto di riferimento nel mondo del design. «Il progetto nasce in occasione della mia tesi di laurea sul made in Italy. Il nome Narì riprende il soprannome bresciano con cui veniva chiamato il mio bisnonno, e poi mio nonno. L’idea iniziale era quella di utilizzare la fucinatura, la tecnica impiegata da mio nonno Mario negli anni Sessanta, proponendo una sedia in ferro battuto a mano.
Dopo esserci confrontati con degli artigiani specializzati e aver visitato delle aziende storiche, ci siamo resi conto che realizzare oggi una sedia in ferro battuto, a livello industriale, non è sostenibile, innanzitutto per l’energia necessaria per riscaldare e lavorare le billette metalliche. Da qui la scelta del tubo in acciaio, più leggero, lavorato con macchinari a controllo numerico».
Narì, primo progetto di Andrea Pedrali: reinterpreta la sedia Serenella
Non uno sguardo nostalgico al passato, ma una seduta che attualizza la tradizione alla luce delle nuove tecnologie: «La gamba, che in Serenella è sinuosa, in Narì diventa semplice e lineare; il motivo a ricciolo che negli anni Sessanta era fatto a mano, oggi è industrializzato e lascia il posto all’intreccio manuale: per ogni seduta ci vogliono 110 metri di corda adatta agli esterni, e circa tre ore di lavoro. L’incordatura che in Narì avvolge i braccioli e lo schienale crea un motivo a ventaglio che si apre nella parte superiore e ricorda il tondino in ferro di Serenella che sembra schiudersi come un fiore. Il cuscino, che in Serenella è sottile e marginale, cucito da mia nonna in casa, in Narì diventa confortevole e generoso».
Serenella, una delle prime sedie da giardino in ferro battuto realizzate da Mario Pedrali
Andrea Pedrali ha trascorso intere giornate con il nonno alla riscoperta delle sue radici: «Siamo andati a Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, dove nonno Mario ha aperto il suo laboratorio artigiano per produrre le prime collezioni di sedute outdoor in ferro battuto».
Il giovane Pedrali è cresciuto circondato dal bello e dal ben fatto: «Sto frequentando un master al Politecnico di Milano. Come mio padre quando aveva la mia età, anch’io durante le vacanze estive, in attesa di terminare gli studi, ho lavorato nel reparto di prototipazione e nell’ufficio tecnico, per iniziare a vivere e comprendere i processi aziendali da un punto di vista interno. Mio nonno, ancora oggi, ogni mattina fa il giro in produzione e mi insegna l’importanza di conoscere l’intero processo produttivo, di ritornare a essere homo faber, di portare avanti mestieri, come l’incordatore e il fabbro, che bisogna preservare».