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Accurat: abbiamo i numeri per fare spettacolo

Simone Quadri, managing director, e Gabriele Rossi managing director New York, fondatori di Accurat. Il loro studio, con sede a Milano e a New York, vede al lavoro una trentina di professionisti con competenze molto diverse fra loro
Simone Quadri, managing director, e Gabriele Rossi managing director New York, fondatori di Accurat. Il loro studio, con sede a Milano e a New York, vede al lavoro una trentina di professionisti con competenze molto diverse fra loro 
Addio istogrammi e torte. Lo studio di Simone Quadri e Gabriele Rossi tra Milano e New York, si è specializzato in narrazioni visive che sanno comunicare i dati con immediatezza e coinvolgimento
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Un iceberg virtuale a rappresentare il nostro rapporto con l’acqua, i suoi sprechi, le risorse, i prelievi domestici e industriali: con Under the Surface di Accurat abbiamo visto recentemente un esempio del loro lavoro, firmato con Emiliano Ponzi e Design Group Italia, al Salone internazionale del bagno all’ultimo salone del Mobile. Ma c’è Accurat anche dietro il muro interattivo che permette di visualizzare i dati sulle origini del caffè servito alla Starbucks Reserve Roastery di Milano o l’installazione The Room of Change, che mostra come alcuni aspetti dell’ambiente sono cambiati nei secoli, e probabilmente si evolveranno, alla mostra Broken Nature che ha ospitato la Triennale di Milano.

Il design di visualizzazione come "arazzo", con dati relativi ai mutamenti dell'ambiente, per la mostra Broken Nature
Il design di visualizzazione come "arazzo", con dati relativi ai mutamenti dell'ambiente, per la mostra Broken Nature 

«Creiamo installazioni per parlare a un gruppo generico, ma facciamo tanti lavori con audience di esperti e anche software che non diventano pubblici e restano interni all’azienda», ci spiega Gabriele Rossi, managing director a New York, che con Simone Quadri, Giorgia Lupi e Paolo Labbozzetta ha fondato Accurat nel 2011.
«Lavoriamo con soggetti molto diversi fra loro, banche, centri di ricerca come The World Economic Forum, no profit, università come Columbia, Yale, e in ambito retail e lusso». Dietro a tale varietà, e vastità, di progetti (visibili su accurat.it), competenze e individui differenti: «siamo rimasti a lavorare full time io e Simone, Giorgia è diventata socia e Paolo è sempre stato una figura più di consulenza, lavorando sui mercati finanziari. Oggi abbiamo una trentina di persone fra Milano e New York, designer, sviluppatori software, ricercatori, alcuni con background artistici, altri tecnici, ma tutti accomunati dalla passione per i dati e dalla capacità di lavorare con i numeri». Da subito con la loro competenza, e accuratezza come suggerisce il loro nome, si sono creati una nicchia, «siamo diventati esperti di rappresentazioni di informazioni. E di quello che abbiamo battezzato come data humanism», continua Rossi, «ovvero pensiamo che la bellezza sia una componente fondamentale del progetto».

Che, tradotto in parole ancora più semplici, vuol dire che le classiche rappresentazioni con grafici a istogrammi o a torta, chiare, efficaci e sintetiche, per Accurat non bastano. «Per interessare e incuriosire le persone a un determinato ambito, ma secondo noi anche a livello funzionale, l’aspetto estetico è fondamentale. I numeri non sono la realtà, sia chiaro, ma sono il modo migliore che abbiamo trovato per catturarla, sono una lente, un’immagine riflessa».
Il muro di bronzo inciso e interattivo della Starbucks Reserve Roastery Milano. Offre informazioni sui caffè in realtà aumentata
Il muro di bronzo inciso e interattivo della Starbucks Reserve Roastery Milano. Offre informazioni sui caffè in realtà aumentata 

La sfida a questo punto è trovare sempre soluzioni diverse, perché in ogni progetto la valenza estetica deve tenere conto della realtà di partenza: «Se parlo di individui o auto, cercherò una rappresentazione che tenga conto e che rimandi al soggetto rappresentato», aggiunge Rossi. Qui entra in gioco un delicato equilibrio, ma anche, aggiungeremmo, un utopismo fattivo, che porta a soluzioni raffinate.Pionieri da subito nell’uso dell’intelligenza artificiale – «dal 2016 abbiamo progettato con Ibm come integrare l’IA nel loro data system o come rappresentare trend futuri di informazioni» dice Rossi – ricordano però che l’ispirazione del #datahumanism sono le persone. «Adesso stiamo cercando di fare un ulteriore passo, centrandoci sulla natura stessa. Vogliamo raccontare i dati, che per noi sono la vita, e rappresentano l’ambiente in cui uomo e natura convivono. Tutto è inserito in un equilibrio precario, ed essi ci permettono di osservarlo e agire», conclude Rossi. Per Accurat, insomma, l’intelligenza naturale resta molto più importante di quella artificiale.

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