Oltre una ventina di designer e progettisti dalle più svariate parti del mondo. Stili, visioni, tecniche e materiali, molto diversi. A unirli e farne un insieme coerente, lo sguardo di chi li ha selezionati e ha scelto di produrli in Italia. «La nostra missione», afferma Nina Yashar, storica fondatrice e animatrice appassionata della galleria Nilufar, «è diffondere l’esclusività, la raffinatezza e la qualità tipiche del nostro brand, ma anche quella di far abbracciare l’artigianato d’eccellenza con la sperimentazione, la maestria della tradizione con la ricerca e l’innovazione».
Il tappeto Saturday Carpet disegnato per Open Edition da Ashley Hicks, designer di interni londinese (foto Filippo Pincolini)
Nasce da questi presupposti la Nilufar Open Edition, collezione in procinto di sbarcare negli Usa, grazie all’accordo con The Future Perfect, prestigiosa galleria newyorkese, che fino al 1° febbraio 2024 la ospiterà rimandendo in seguito il distributore in esclusiva negli Stati Uniti. Con Open Edition, Nilufar non si limita più quindi a selezionare pezzi esistenti e ad apporvi il proprio sigillo di qualità, ma si assume il rischio di produrre una prima linea di pezzi disegnati da designer e artisti contemporanei emergenti.
«È un progetto ambizioso», aggiunge Yashar, «che vede una schiera di designer impegnati nel realizzare una collezione di mobili di altissimo livello, da distribuire nei più prestigiosi negozi di arredo nel mondo». Fondata nel 1979, da più di 40 anni Nilufar Gallery è un punto di riferimento autorevole e imprescindibile per gli amanti del design.
Dal genio di Gabriella Crespi, il tavolo basso Lotus Leaves in malacca e ottone del 1975. Con altre opere è in mostra da Nilufar fino al 25 gennaio (foto Filippo Pincolini)
La sua fondatrice riassume in tre parole il segreto del suo successo e della sua solida reputazione: scoprire, attraversare, creare. Nel corso del tempo, non a caso, Nilufar ha scoperto talenti, ha individuato e attraversato tendenze, ha creato mode. La creatività visionaria di Nina, che sa anticipare i cambiamenti e guardare lontano, ha offerto una prospettiva moderna e multiculturale mescolando una vasta gamma di estetiche e stili non limitati a periodi di tempo o a aree geografiche specifiche.
Con base in rovere naturale, dettagli in acciaio e rivestimento in velluto, il divano Orient di David / Nicolas,al secolo David Raffoul e Nicolas Moussallem (foto Filippo Pincolini)
Ora, con Open Edition, e con l’appoggio di un luogo di culto come The Future Perfect (fondato nel 2003 dal carismatico David Alhadeff, capace di spostare i confini tra gallerista e commerciante, fra curatore e designer), Nilufar offre una gamma di oltre cento pezzi firmati da alcuni dei talenti più affascinanti del panorama del design contemporaneo: divani, tavoli da pranzo, tappeti e apparecchi illuminanti, con un’ampia e inaspettata gamma di colori, forme, materiali e finiture.
Nilufar, insomma, rompe i confini, in primo luogo dal punto di vista geografico, iniziando a muoversi liberamente per il mondo, anche al di fuori dalle storiche sedi milanesi. Tra i designer che fanno parte di Open Edition c’è lo studio Analogia Project, con la sedia dalle linee sinuose Unfold e c’è Claude Missir con le sue poltrone e i suoi sofà; c’è Gal Gaon con il suo divano e le sue poltrone bicolor Macaron e i suoi tavolini bassi chiamati Porcini, in pregiato rovere naturale o legno laccato e raggruppati insieme per imitare un grappolo di funghi.
Sinuoso e accogliente grazie a una struttura in legno rivestita in lana bouclé, il Shaggy Sheepskin sofa di John Brevard (foto Filippo Pincolini)
Ma ci sono anche i tappeti di Martino Gamper e Osanna Visconti, i cabinet dai colori alla Mondrian di Filippo Carandini, i sofà e le poltrone Parterre di Simone Fanciullacci e le lampade a sospensione o da terra Danseuse di Marco Lavit. Tutti diversi, eppure uniti da uno slancio comune, da una consonanza di fondo, e dalla volontà di dar vita a una collezione riconoscibile e prestigiosa, capace di imporsi sui mercati internazionali grazie alla garanzia di qualità data dal marchio che li propone. Nina Yashar parla di aura che è forse il termine più adatto per definire la nuova avventura che Nilufar ha appena intrapreso.