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Frida Escobedo, classe 1979, scelta per progettare la nuova ala del Met di New York, riceverà il 20 gennaio il premio Charlotte Perriand (foto Fabian Martinez)

Frida Escobedo, classe 1979, scelta per progettare la nuova ala del Met di New York, riceverà il 20 gennaio il premio Charlotte Perriand (foto Fabian Martinez)

 

Frida Escobedo. A lei il premio Charlotte Perriand 2024: l’architettura è collaborazione

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Ci sono almeno due Frida in Messico conosciute in tutto il mondo. La grande artista del Novecento, Khalo, e l’architetta Escobedo, nata a Città del Messico nel 1979. I suoi primati sono impressionanti: prima donna, dopo Zaha Hadid, e più giovane architetto di sempre, a progettare il Serpentine Pavilion di Londra nel 2018; prima donna a disegnare un’ala del Metropolitan Museum di New York, incarico affidatole l’anno scorso; e ora Premio Charlotte Perriand 2024, nominata dai Créateurs Design Association & Awards, riconoscimento che le verrà assegnato il 20 gennaio a Parigi. Il premio, intitolato alla pioniera francese della modernità e vinto la scorsa edizione da Jeanne Gang, riconosce nei progetti di Frida “una capacità eccezionale di fondere forma e funzione, un approccio visionario e un profondo impatto sul campo”.


Yuri Xavier, co-fondatore dell’associazione francese, aggiunge che «il suo lavoro esemplifica le qualità che il premio vuole valorizzare: audacia, innovazione, e impegno a dare forma al futuro del progetto».
Il prototipo realizzato per il Laboratorio de Vivienda Infonavit ad Apan, in Messico, nel 2017, che sviluppava alloggi innovativi e low cost (foto Rafael Gamo)

Il prototipo realizzato per il Laboratorio de Vivienda Infonavit ad Apan, in Messico, nel 2017, che sviluppava alloggi innovativi e low cost (foto Rafael Gamo)

 

Un modo radicale di interpretare il ruolo dell’architetto, che Frida mette in pratica dagli esordi, con i concorsi vinti in Messico, come il restauro dell’Hotel Boca Chica e il Pabellón El Eco per il museo di arte moderna della sua città. E poi il Civic Stage per la Triennale di Lisbona, la conversione in galleria della casa del pittore Siqueiros, le case low cost nell’Hidalgo, installazioni, negozi, mostre. Progetti coraggiosi, che sembrano prefigurare una nuova era dell’architettura.
Il complesso Mar Tirreno, ispirato ai vecchi quartieri operai, progettato nel 2016 a Città del Messico (foto Rafael Gamo)

Il complesso Mar Tirreno, ispirato ai vecchi quartieri operai, progettato nel 2016 a Città del Messico (foto Rafael Gamo)

 

E lei, Frida, cosa ne pensa? «In un ambito dominato dagli uomini, Charlotte Perriand ha saputo creare il suo percorso, radicalmente innovativo eppure fondato sulla convinzione che tutti gli esseri umani hanno diritto a bellezza, comfort, funzionalità. Ha dato forma al mondo, costruendo una costellazione di amici e colleghi, e insegnandoci che la collaborazione è una delle pratiche fondamentali nella disciplina dell’architettura».

Sembra di sentire un’altra protagonista nel progettare rispettando contesto, storia, persone: Lina Bo Bardi. Inclassificabile, perché sempre oltre i confini, sperimentale, impegnata a costruire esperienze di spazi da vivere insieme, in comunità. E non è un caso che il primo progetto a dare fama internazionale a Escobedo sia stato il Serpentine Pavilion, spazio pubblico che definisce due concetti importanti per la sua architettura: l’essere site-specific e la temporalità.
Il Pavillion del 2018 per le Serpentine Galleries di Londra (foto Rafael Gamo)

Il Pavillion del 2018 per le Serpentine Galleries di Londra (foto Rafael Gamo)

 

Ospitato nei Kensington Gardens, il Pavilion viene poi acquistato da un collezionista e finisce da qualche altra parte nel mondo, dove diventa permanente. «È un esercizio contraddittorio», aveva detto allora. Forme e materiali semplici diventano il massimo della sofisticazione. Un processo che Frida definisce “concrete poetry”, il minimo delle parole, il massimo dell’espressione. Sarebbe piaciuto a Charlotte. Donne di visione, che ispirano vite e carriere.

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