Prima retrospettiva statunitense di questa portata dedicata a Naoto Fukasawa, Things in Themselves, al Philadelphia Museum of Art fino al 20 aprile, celebra la carriera del designer negli ultimi 25 anni. Influente progettista, Fukasawa è noto per il ruolo di consulente del design presso Muji, azienda giapponese “anti-logo”. Parte dell’esposizione, infatti, ripercorre questo genere di incarichi e l’ampia gamma di collaborazioni europee e americane condotte dal designer. La mostra racchiude al meglio il suo approccio: creare attraverso la sensazione e non il pensiero, “without thought”. Si accede a una dimensione creativa che origina dall’iterazione del gesto. Oggetti impugnati continuamente, azioni ripetute d’istinto. Una sequenza di abitudini e movimenti inconsci attraverso cui si entra in contatto con le cose. Di fatto, una vera e propria filosofia del design che sfrutta la disinvoltura dell’interazione tra corpo e ambiente, in una scala estetico-valoriale dove la forma non è tutto. Contano l’armonia, la longevità e l’intuitività. Senza dimenticare, sottolinea il curatore Colin Fanning, «che Fukasawa è molto amato per la sottile bellezza delle sue opere».