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The Sun My Heart, Amy Gwatkin 

Il sole (e il Salone) dell’avvenire

L’energia solare cambia il senso di oggetti e architetture Parola di Marjan van Aubel, che porterà la sua rivoluzionaria visione in fiera, al primo forum sul futuro del lighting design
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Lei è la caposcuola del solar design, più che una disciplina, un nuovo movimento intorno alla progettazione con il sole e la sua energia. Marjan van Aubel, classe 1985, studio ad Amsterdam, sarà una delle protagoniste delle sei masterclass organizzate dal Salone del Mobile per la prima edizione di The Euroluce International Lighting Forum all’interno della nuova arena The Forest of Space di Sou Fujimoto.

«All’inizio vedevo quei pannelli blu ingombranti sui tetti e pensavo: perché non c’è una soluzione migliore? Perché non integrare il solare nell’ambiente e in quello che progettiamo in esso?», dice. «Oggi, come solar designer, considero incompleti edifici o oggetti che non producano la propria energia, così cerco di integrare l’energia solare nella vita quotidiana, valorizzandone estetica, interazione e significato culturale». È la filosofia alla base della sua Energy Collection entrata a far parte della collezione del Vitra Design Museum. Tazze e piatti in vetro con micro-pannelli solari che, quando non vengono utilizzati, assorbono energia dalla luce immagazzinandola per poi utilizzarla per alimentare un telefono o una lampada. Ed è la filosofia, che accompagna con esempi concreti, del suo ultimo libro Solar Futures: How to Design a Post-Fossil World with the Sun. «Volevo fornire una panoramica generale, concentrarmi sugli aspetti pratici», continua. «Ultimamente riceviamo molte richieste su come diventare solar designer, ed è importante mostrare che in molti casi è già realtà. Come l’International School in Danimarca, la cui facciata è interamente coperta da pannelli solari che formano una sorta di farfalla; ma è bene anche ricordare che già nel 1958 Charles e Ray Eames realizzarono la Solar Do-Nothing Machine, una scultura cinetica che utilizza colore e movimento per mostrare il potenziale dell’energia solare».

Marjan van Aubel, foto Sander Plug 

Van Aubel ha anche co-fondato con Pauline van Dongen la Solar Biennale, la cui seconda edizione si terrà al Mudac in Svizzera dal 19 marzo al giorno dell’equinozio d’autunno del 2025. «Riuniamo scienziati, architetti, designer e tutti coloro che sono coinvolti o interessati alla transizione energetica, per imparare gli uni dagli altri e accelerare i processi. Abbiamo un Solar Manifesto e una serie di Solar Principles che servono da linee guida con l’obiettivo di diventare un movimento solare globale. Credo sia fondamentale agire sulla cultura e sugli oggetti, il modo in cui li utilizziamo, perché possono davvero modellare comportamenti etici e consapevoli. La verità è che abbiamo perso il legame con l’energia: ci limitiamo a collegare un dispositivo alla corrente senza chiederci da dove provenga, non tagliamo più legna nei boschi né bruciamo più ceppi, e invece dovremmo aver più cura degli oggetti e del loro consumo».

Quella cura che richiede, per esempio, la lampada solare Sunne. Come una pianta, ha bisogno della luce del sole per funzionare, e se non ne riceve abbastanza, semplicemente non si accende. Bisogna allora prendersene cura, magari regolandola e spostandola durante la giornata per garantirle un’esposizione adeguata. Un atto semplice, un atto umano, un atto per un futuro in cui vivere in un migliore equilibrio con la natura.

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