ARTEMIDE - 65 ANNI
Da sempre, l’ossessione della ricerca inscritta in una visione umanistica
Fondata da Ernesto Gismondi, la storia Artemide inizia nel 1960 quando mette a catalogo Alfa, una lampada da tavolo, progettata da Sergio Mazza, che unisce marmo e cristallo. È l’inizio di un’avventura fatta di innovazione continua, quella vera, fatta di ricerca, che ha dato frutto a numerosi brevetti per tecnologie rivoluzionarie, dall’optoelettronica ai sistemi intelligenti di controllo. Ma nei suoi 65 anni di storia il marchio ci ha insegnato la cosa più importante: la luce influenza la vita per cui produrre lampade non significa solo disegnare una forma e gestirne tutti gli aspetti tecnici e di performance, ma bisogna avere una visione antropologica e umanistica. L’illuminazione quindi deve essere al servizio dell’uomo, pensata per il suo benessere e per le esigenze quotidiane. “The human light”, il manifesto lanciato nel 1996, identifica questa visione che negli anni ci ha donato numerose soluzioni. Come Integralis, la tecnologia che contribuisce alla sanificazione degli spazi, o lo sviluppo di soluzioni integrate nell’Artemide App che esplorano i ritmi circadiani e regolano di conseguenza intensità e temperatura della luce per favorire il nostro benessere psicofisico. Artemide guarda al futuro come ha mostrato a Euroluce nuove idee e per celebrare il suo compleanno presenta la riedizioni di alcuni modelli che hanno fatto la storia del design come Alcinoo di Gae Aulenti, Cetra, Omega e Clitunno di Vico Magistretti, Hera e Orfeo di Ettore Sottsass e Sintesi di Ernesto Gismondi.
Disegnata nel 1964 e prodotta dal 1969, la lampada da soffitto Cetra si caratterizza per due diffusori sferici. Qui gli schizzi preparatori di Vico Magistretti
ARTEK - 90 ANNI
Arte e tecnologia una coppia di successo
Era l’ottobre del 1935 quando, a Helsinki, Aino e Alvar Aalto, Maire Gullichsen e Nils-Gustav Hahl decisero di fondare Artek. L’azienda, il cui nome nasce dall’unione delle parole arte e tecnologia, nasce con l’obiettivo di "vendere mobili e promuovere una moderna cultura dell'abitare attraverso mostre e altri mezzi educativi". E così è stato per 90 anni. Oggi il marchio finlandese festeggia questo importante traguardo con una serie di iniziative che dureranno un anno intero. Celebrazioni pensate nel segno delle collaborazioni. A iniziare da quella con Moomin: le illustrazioni delle prime storie nate dalla mente di Tove Jansson finiscono sullo sgabello più amato della storia del design, lo Stool 60, e sul mobile da cocktail Cabinet 250. In calendario anche il lancio di una collezione limitata in collaborazione con Marimekko, che unisce l'arte della stampa con la tecnologia della piegatura del legno, e la presentazione di alcuni gioielli dell'archivio Artek.
Tove Jansson, autrice della serie Moomin (foto Artek/Museo Virasto, Vinna)
DESIREE – 30 ANNI
L’Accento va messo solo sulla contemporaneità
Sono passati 30 anni da quando Desiree è entrata all’interno del Gruppo Euromobil. Un anniversario che l’azienda, con a capo Antonio, Fiorenzo, Gaspare e Giancarlo Lucchetta, non vuole far passare inosservato. Ecco perché per il marchio specializzato in imbottiti e complementi d’arredo è arrivato il momento di rinnovare la propria identità. A iniziare dal nome: via gli accenti e il punto sovrascritto con lo scopo di esprimere un concetto di universalità e contemporaneità. Guardare al futuro significa anche rimanere ancorati al passato con il made in Italy che «resta un valore distintivo, sinonimo di qualità e cultura del progetto», commenta il product manager del brand Luigi Lucchetta: «Per Desiree, essere ambasciatrice di questo valore significa non solo custodire la tradizione manifatturiera, ma reinterpretarla con un linguaggio contemporaneo, capace di dialogare con un pubblico internazionale e di portare l’eccellenza italiana nel mondo».
La poltrona Rito di Matteo Thun & Antonio Rodriguez è tra i prodotti più noti di Desiree
I fratelli Lucchetta
ZANAT – 10 ANNI (E UN SECOLO)
Collaborazione con Béhar in regalo per i dieci anni
Sebbene il marchio sia nato da appena dieci anni, la storia di Zanat si fonda su una secolare tradizione familiare che risale a oltre un secolo fa. Ed è proprio questa la sua forza: unisce il design contemporaneo all’eccellenza artigianale. Specializzata nella lavorazione del legno, l’azienda bosniaca combina infatti innovazione e tradizione attraverso tecniche di intarsio manuale tramandate da generazioni così preziose da essere riconosciute come patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. A lavorare insieme agli artigiani di Zanat diversi progettisti tra cui Naoto Fukasawa, Patrick Norguet e Monica Förster. E oggi, in occasione del suo decimo anniversario, annuncia la nuova collaborazione con Yves Béhar. Il designer americano ha disegnato Rye barstool, uno sgabello caratterizzato da gambe rotonde in legno massello curvato, che ricordano degli archi, abilmente intagliate dai maestri artigiani di Zanat.
A capo di Zanat c’è la quarta generazione della famiglia Nikši?
Alcuni prodotti Zanata tra cui Rye barstool, lo sgabello alto firmato Yves Béhar
ALTRE RICORRENZE DA CELEBRARE