La carrozza bar dominata dai toni del verde. Il banco interamente in vetro è un omaggio a Lalique
L’Orient Express? Va a gonfie vele
di Gaia Giuliani«Non c’è nostalgia, né l’arroganza di un lusso esibito», semmai rarità e discrezione, «un’esclusività non ostentata in una sinfonia di dettagli, memoria e innovazione». Ci tiene Maxime d’Angeac, architetto e direttore creativo del marchio Orient Express, a camminare in punta di piedi, schermando il suo lavoro dietro l’eloquenza di un sogno – è questa la parola irrinunciabile – che torna su rotaia dopo anni di oblio. Maxime d'Angeac, architetto e direttore artistico di Orient Express è autore del treno che circolerà dall'anno prossimo (foto Franck Juery) La confortevole suite che consente di godere il panorama, per la notte si trasforma e i divano diventa un letto di 2x1,40 metri La LX sleeping car, uno dei simboli del lusso dell'Orient Express, proposta per la prima volta nel 1929, torna nella versione integrale Corinthian, il veliero di Orient Express con le originali vele che simulano tre imbarcazioni sarà lungo 220 metri. Il varo è previsto la prossima primavera
La mostra parigina del Musée des Arts Décoratifs sarà l’occasione per rivelare il tempo ritrovato (e rinnovato) dell’art de vivre di un treno leggendario, l’Orient Express, esposto nella sua nuova veste cucita su misura da d’Angeac. «Si tratta della porzione di una delle suite in scala reale, praticamente un terzo della cabina. Una riproduzione esatta di quello che i viaggiatori troveranno a bordo l’anno prossimo, quando il treno riprenderà vita», spiega l’architetto.
Le vetture del convoglio infatti sono le stesse, almeno nel loro guscio contenitivo, che scivolavano leggere sui binari negli anni Venti del secolo scorso, e che un ricercatore appassionato ha scovato seminascoste, e abbandonate, tra le nevi della Bielorussia. «È stato Sébastien Bazin (ceo di Accor, la società proprietaria del marchio Orient Express) a decidere di acquistarle per far rivivere la leggenda. Insieme abbiamo improntato tutto, lavorando sulle ossa fino ad arrivare alla pelle della struttura». Mantenere intatto l’involucro non è stato semplice, la tecnologia del mezzo andava aggiornata a partire dall’elettricità - l’assassino di Agatha Christie agiva illuminato dal gas -, ma senza togliere neanche un centimetro di spazio all’abitabilità dei vagoni.
Ridisegnati, per gli interni, a mano: «Sono della vecchia scuola, e prima di usare il computer volevo entrare nel cuore del progetto: nel 1910 avevano più di 40mila disegni, dalle sedie, ai tavoli, ai piatti, persino i tappi delle caraffe venivano tratteggiati scrupolosamente», spiega d’Angeac. Ed è così, sul tracciato di René Prou e Suzanne Lalique, che ha preso corpo il nuovo treno, ispirandosi senza rimpianti a un Art Déco che per sua natura «ha confini molto ampi, è una grammatica fatta di motivi, contrasti di materiali, luci e ombre, con un design rigoroso, geometrico, perfetto da rielaborare».
In esposizione ci saranno i prototipi di ogni suppellettile, opera di decine di artigiani e della maison Cartier che ha realizzato gli orologi (non in vendita) del treno.
Per i sessantaquattro passeggeri che lo popoleranno il viaggio sarà l’essenziale, non la meta. Un buen ritiro dove concentrarsi sullo scorrere lento del panorama - 130 km/h la velocità massima - unico attore nello schermo dei finestrini perché la tv è bandita, lontani dalla frenesia dell’oggi.
Una filosofia gentile di tutto il marchio Orient Express, dagli hotel, come il nuovo Minerva di Roma o il Donà Giovannelli di Venezia, al Corinthian, lo yacht a vela più lungo del mondo curato sempre da d’Angeac, che salperà l’anno prossimo per la prima crociera nel Mediterraneo. Silenziosissimo «perché andremo quasi sempre a vela», raccolto «grazie agli ampi affacci delle cabine da cui assaporare il mare in completa privacy» e alla ricerca di una sobrietà del lusso, sarà una celebrazione sofisticata del viaggio lento e sostenibile.