Svelati stamattina al Teatro della Triennale di Milano i nuovi progetti del Salone del mobile, che vedremo concretizzarsi dal 21 al 26 aprile 2026, a Fiera Milano Rho, nella 64a edizione della fiera internazionale del design.
A condurre la conferenza stampa è stato Alberto Mattiello, business futurist, ovvero uno specialista dell’impatto della tecnologia nel nostro modo di vivere, una scelta non a caso.
Dopo le parole del sindaco Sala e del presidente della Lombardia Fontana, che sottolineano la necessità di lavorare con intelligenza per mantenere un’eccellenza come quella del Salone sotto i riflettori del mondo, una realtà unica e fortemente intrecciata con il tessuto urbano e con la regione, la presidente del Salone Maria Porro ha rivelato la sfida più grande: continuare a innovare e, come ha sempre fatto il Salone, a rispondere alle mutevoli esigenze delle persone, senza però farsi prendere dall’impulso, dall’urgenza che le difficili situazioni internazionali potrebbero suggerire.
Il lavoro che è, e sarà, fatto è quello di cercare nuove traiettorie, sostenibili e a lungo termine, in quello che è un anno importante, per la presenza delle Biennali EuroCucina con FTK – Technology For the Kitchen (106 brand da 17 Paesi), e il Salone Internazionale del Bagno (163 brand da 14 Paesi), ma anche per novità come quella di Salone Raritas, Curated icons, unique objects, and outsider pieces, curato da Annalisa Rosso, con exhibition design di Formafantasma e un’opera speciale di Sabine Marcelis, che unisce altissimo artigianato, antiquariato e pezzi unici, rispondendo a quello che è uno dei bisogni più forti degli ultimi anni, quello dell’esclusività, e per altre novità di successo che negli anni si sono sedimentate e concretizzate come l’Arena e il Bookshop.
Una delle direzioni è la rinnovata attenzione al mondo del contract, importantissimo in questo momento di restrizione dei consumi e che porterà l’anno prossimo al debutto del Salone Contract, il cui masterplan è stato affidato a Rem Koolhaas e David Gianotten (OMA). E tornerà, dopo Villa Héritage di Rochon del 2025, A Luxury Way, con Aurea, an architectural fiction, installazione ideata da Maison Numéro 20 in cui l’interior design di un meraviglioso un hotel immaginario ci porterà nelle nuove dimensioni di un raffinato sogno.
Infine continuerà a sorprendere il SaloneSatellite con 700 designer under 35 e 23 Scuole e Università internazionali, tra cui spicca il Giappone per il numero di partecipazioni: un osservatorio sul futuro, a tema innovazione e artigianato, con la sensibilità dei più giovani per temi fondanti come ecologia ed equità nel design.
Il legame a doppio filo con la città porta anche quest’anno a interessanti progetti: l’edicola, che sarà sia in piazza della Scala che in piazza Duomo, un percorso a caccia di architetture “segrete” a cura di Bianca Felicori di Forgotten Architecture, ed altri ancora da svelare.
Un percorso questo, insomma, che conferma il Salone come un motore relazionale a livello globale, che è stato intrapreso anche grazie alla forza dei numeri: quest’anno avremo più di 1.900 espositori (di cui il 36,6% dall’estero), con 227 aziende new entries tra debutti e ritorni, e oltre 169.000mq di superficie espositiva netta che è andata completamente sold out.