Se il massimalismo è la cifra del Fuorisalone, Audi sceglie una traiettoria diversa: sottrarre invece di aggiungere, cercare la sostanza anziché l’eccesso. Lo fa al Portrait Milano di Corso Venezia dove mette in scena, fino al 26 aprile, un racconto che va oltre l’automobile per diventare una dichiarazione culturale. Prende il nome di The Radical Next, un manifesto che ridefinisce l’identità del marchio attraverso la purezza: un linguaggio progettuale in cui chiarezza, tecnica, intelligenza ed emozione convivono in equilibrio.
Concetto che trova espressione in Origin, un’installazione pensata per tradurre questo pensiero in spazio: «È la lettura di Zaha Hadid Architects della nostra visione del design dove la chiarezza occupa un ruolo centrale e la tecnica non viene esibita ma interpretata in modo intelligente», spiega Massimo Frascella, chief creative officer di Audi Ag. Un ambiente asciutto e immersivo in cui ogni elemento dell’opera, tra luce e materia, è calibrato per regalare un’esperienza che va oltre la percezione immediata.
Infatti, Origin si configura come uno spazio di pausa e riconnessione, un invito a rallentare e a ritrovare un rapporto più autentico con ciò che ci circonda. Non sorprende infatti che sia avvolta da una pelle metallica opaca capace di assorbire i toni del luogo storico in cui si trova e li restituisce dando vita a un suggestivo dialogo tra memoria e presente. Il progetto ribadisce così un principio fondamentale: il design come atto di sintesi. Eliminare il superfluo per poter leggere la complessità.
Ma in un marchio storicamente legato anche all’espressione formale, come si traduce in concreto? «Significa concentrarsi sull’essenza per dare all’espressione un senso più profondo. Ogni gesto, ogni soluzione tecnologica deve avere una ragione chiara: funzione, proporzione, intenzione», risponde Frascella aprendo una parentesi più intima del suo processo creativo. «Il mio lavoro richiede velocità mentale e decisionale. Ma il tempo lento è indispensabile: per riflettere, osservare, disegnare. La contemplazione fa parte del progetto. Per questo cerco di prendermi ogni giorno pause consapevoli. Anche il tragitto tra Monaco e Ingolstadt, che percorro in auto quotidianamente, è per me un tempo prezioso di riflessione».
È proprio quest’ultimo aspetto a diventare centrale anche per i visitatori specie in un contesto saturo di stimoli come la Settimana del design. Che cosa vi aspettate che il pubblico porti con sé dopo aver attraversato Origin? «Un momento di riflessione. Non un’immagine, ma una sensazione: quella di concentrarsi sulla chiarezza e sull’essenziale». Lo stesso obiettivo che definisce la presenza alla Settimana del design della casa dei quattro anelli: andare oltre l’apparenza perché la città è «un luogo di confronto culturale, da anni non veniamo a mostrare prodotti, ma idee. Milano è dove il design diventa dialogo con la società», sottolinea.
Massimo Frascella, chief creative officer di Audi Ag
Questo stesso spirito di confronto trova infatti continuità nel talk in programma oggi “Alle origini della velocità: il design della performance”. Nell’incontro si chiarisce che Audi progetta la velocità anziché subirla: come si traduce ciò? «Significa darle coscientemente una forma. Il ruolo del design non è di inseguire i trend, ma tradurre l’essenza del marchio in un linguaggio chiaro e consapevole», conclude Frascella. Questo argomento sarà affrontato insieme a Stefano Domenicali, presidente e ceo Formula 1, Rolf Michl, managing director Audi Sport GmbH, Michele Pasca di Magliano, direttore Zaha Hadid Architects, Nicola Vicino, general manager Revolut Italia, e la sciatrice alpina Federica Brignone: punti di vista differenti che contribuiscono ad arricchire la lettura di questo interessante tema.
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