Carlo Mollino è uno degli autori più ambiti tra i grandi del Novecento; le sue opere vengono battute all’asta a prezzi sorprendenti. Nel 2020 Sotheby’s ha venduto un suo Important and Unique Dining Table per 6,2 milioni di dollari.
Torinese, architetto, fotografo con una passione per l’erotismo, spirito avventuroso che amava guidare aerei e motociclette: praticamente una star, torinesità a parte (ovviamente scherziamo). Un uomo con l’accento, tanto più che assomigliava un po’ a Dalì, e diverse sue opere hanno tratti in comune con quelle di Gaudì. Dopo la sua morte, in una giornata di agosto del 1973 bagnata di pioggia, nessun erede ha rivendicato il patrimonio delle sue creazioni e del suo archivio, che quindi sono finiti al Demanio. Dal momento che i beni demaniali sono inalienabili, lì resteranno, ma l’ente pubblico nel 2024 con un bando ha offerto trenta opere di Carlo Mollino per la produzione. A vincerlo è Zanotta, marchio acquistato nel 2023 da Cassina, che in catalogo ha già arredi dell’architetto. Con il recente annuncio ufficiale, viene mostrata la prima opera: il tavolo Vertebra. Che parla da solo.