Ultim'ora

Francia, preside e insegnante feriti a colpi di fucile da caccia da uno studente di 14 anni vicino Marsiglia

Ricerca
I primi 15 anni di VeluxLab

I primi 15 anni di VeluxLab

1 minuti di lettura

«L’architettura è una curiosa nomade: oggi è qui, ma domani può avere riverberi altrove». Con queste parole Emilio Faroldi, prorettore vicario del Politecnico di Milano, festeggia i quindici anni di VELUXlab nel Campus Bovisa dell’Ateneo e annuncia il rinnovo del contratto per altri cinque anni. «La nostra università forma la nuova generazione di progettisti e studiosi – continua – anche grazie a laboratori come questo, in cui si fa sperimentazione e ricerca».

L'architetto Mario Cucinella
L'architetto Mario Cucinella 

Fondato a Bilbao nel 2006, trasferito a Roma, quindi alla Fiera di Milano e infine, quindici anni fa, al Politecnico, VELUXlab è un esempio di edificio sperimentale frutto di una ricerca continua. Il pavimento è rimasto lo stesso utilizzato nel progetto di Bilbao, mentre la facciata integra pannelli in vetro riciclato, ventilati e autopulenti, realizzati con nanotecnologie. «Sono soluzioni che mostrano come la ricerca possa agire contemporaneamente sulla materia, sulle prestazioni e sul rapporto tra dimensione fisica e digitale», racconta Marco Imperadori, docente del Politecnico e direttore del laboratorio fin dalla sua nascita. Anche il sistema energetico segue questa logica: l’edificio è gestito attraverso una pompa di calore, che ne governa il funzionamento con un approccio orientato all’efficienza.

Tra gli elementi che raccontano la vocazione sperimentale del laboratorio c’è anche la balaustra, dove le piante grasse crescono su un supporto ottenuto da fanghi industriali ceramizzati: un materiale poroso, simile a una spugna, capace di trattenere l’umidità. Sono solo alcune delle sperimentazioni che fanno di VELUXlab un luogo in cui materiali, tecnologie e prestazioni vengono messi alla prova, in un dialogo continuo tra ricerca e progetto.

A completare il racconto dei quindici anni del laboratorio è l’intervento di Guido Scarabottolo, illustratore e grafico, che ha realizzato un’opera permanente su una delle pareti di VELUXlab. Il suo segno essenziale entra in dialogo con lo spazio architettonico e gli elementi naturali.

In occasione dell’anniversario, Velux ha invitato l’architetto Mario Cucinella a tenere la lectio magistralis Lightness – luminosità ma anche leggerezza – dedicata alla luce come elemento progettuale, capace di trasformare lo spazio attraverso il movimento delle ombre e il mutare delle condizioni naturali. «L’aria e la luce sono i due elementi a cui il corpo primariamente reagisce – sostiene Cucinella – Per questo l’architettura deve dialogarvi compiutamente, per inseguire quella relazione che le è propria». Perché gli edifici, come sostiene anche il Prorettore Faroldi, pur restando immobili, attraversano il tempo insieme a chi li abita: «Non si muovono, ma viaggiano nella memoria di tutte le persone che li hanno abitati e che li abiteranno. Bisogna avere il senso di responsabilità quando si costruisce uno spazio, sapendo che sempre e comunque lascerà un’impronta».

I commenti dei lettori